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Conti correnti: l’online sfugge ai rincari

18/10/2022
carta e pc

Inflazione, caro energia e incertezza dei mercati finanziari si ripercuotono sui prezzi e i conti correnti, beni destinati ad assolvere la funzione di custodia e di movimentazione del denaro, seguono la stessa sorte. Sono soprattutto i conti tradizionali a rincarare, quelli che conservano un rapporto con la filiale della banca, che negli ultimi 7 mesi hanno fatto registrare +6,7% per una spesa complessiva di circa 150 euro annui per una famiglia. Molto più economici rimangono, invece, i conti correnti online, che fanno registrare un lieve aumento dell’1,75% e un costo medio annuo di 40 €.

A fornire gli aggiornamenti sui costi dei nostri conti correnti, l’indagine condotta da Altroconsumo per L’Economia del Corriere della Sera sulle primarie banche del mercato e 388 prodotti.

Le spese che incidono di più

Nei conti tradizionali ad aumentare principalmente sono i costi fissi, come il canone che cresce del 16% e arriva a 53 €, mentre si riducono quelli per il Bancomat del 29% a 5 € l’anno. Nei conti online il canone rimane invece invariato, pari a 11,36 €, mentre il Bancomat costa generalmente zero.

I giovani sono la categoria che ha risentito maggiormente degli aumenti: i loro conti sono aumentati del 4%, 1 euro in più e fino a 24 €. Le famiglie vedono invece un rincaro dello 0,7% e pagano in media un conto 34,50 €, mentre i pensionati vedono aumentare il conto di solo 0,55% fino a 40,80€.


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I rendimenti dei conti

Il conto corrente è ormai da molti anni diventato un costo e raramente consente di ottenere un guadagno con il deposito delle somme. C’è di nuovo che il recente aumento dei tassi da parte della Bce, per adesso dell’1,75% ma siamo solo all’inizio della politica rialzista, potrebbe in futuro cambiare questa tendenza e far crescere i tassi attivi sui conti correnti.

Esistono ancora conti a costo zero?

In un clima di aumenti generalizzati, sembra impossibile trovare un conto corrente a costo zero per chi ad esempio è più giovane e ne fa un uso limitato, per ricevere denaro e gestire qualche piccola spesa. Di fatto l’accesa concorrenza tra le banche e gli stessi dati dell’indagine sopra riportata dimostrano che è ancora possibile trovare prodotti a costo zero.

Se si conduce una verifica con il comparatore ConfrontaConti.it per un saldo medio di 5.000 euro, troviamo banche che offrono interessi netti e costo zero.

IBL Banca con ControCorrente presenta un conto con tasso a regime dello 0,30% Lordo e Interessi netti per 39,36 €. Il conto si apre in filiale oppure online e si gestisce online.

ControCorrente offre inoltre:

  • imposta di bollo gratis fino al 31 dicembre 2023;
  • pagamenti contactless;
  • carta di debito inclusa;
  • canone a zero con 5.000 e di giacenza.

BBVA, la Banca spagnola di recente sbarcata in Italia, presenta un conto a costo zero per le famiglie e per i giovani, che consente di usufruire di alcuni vantaggi, come:

  • un cashback del 20% fino a 100 euro sugli acquisti;
  • pagamento a rate e anticipo dello stipendio;
  • bonifici istantaei e prelievi gratuiti.

Anche Webank.it offre un conto senza interessi ma a costo zero, con canone conto e canone carte gratuiti, un deposito risparmio libero e linee vincolate di diversa durata associate a un tasso di interesse. Si apre tramite SPID, online oppure in filiale e si gestisce sempre online.


A cura di: Paola Campanelli

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