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Cos'è e come funziona il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi

02/09/2020
Cos'è e come funziona il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi

Il conto corrente è sicuramente tra gli strumenti bancari più richiesti degli ultimi tempi. I clienti ne fanno uso per raccogliere risparmi e meglio gestire il loro denaro. Inoltre, con il conto corrente è possibile pagare in automatico le utenze, versare contanti, prelevare soldi e anche vedersi accreditati stipendio o pensione.

Mensilmente o trimestralmente il correntista riceve l’estratto conto per controllare i movimenti fatti e verificare il saldo. Sono tre le tipologie di saldo che si visualizzano all’interno di un conto corrente: il saldo liquido, che viene calcolato, catalogando i movimenti in base alla valuta assegnata; il saldo contabile, che viene conteggiato ordinando i movimenti a seconda della data di contabilizzazione e il saldo disponibile che si ottiene, ordinando i movimenti in base alla data di maturazione della disponibilità.

Le garanzie per i clienti

Le banche italiane sono tenute ad aderire al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che assicura ai depositanti un rimborso sino a 100.000 euro. Si tratta di una garanzia importante per i clienti, in quanto consente di tutelare i loro risparmi nel caso si registrassero situazioni di insolvenza presso le banche.

Chi possiede, ad esempio, due conti da 100.000 euro in due banche differenti può dormire sicuramente sonni tranquilli. Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi copre i conti correnti, i conti deposito (sia vincolati che liberi), i depositi a risparmio, gli assegni circolari e i certificati di deposito nominativi. Non sono invece sottoposti alla garanzia del Fondo gli investimenti.

Le banche estere, che operano nel nostro Paese, non hanno l’obbligo di aderire al Fondo Interbancario per la Tutela dei Depositi.

Cosa succede se fallisce una banca

Con il passare degli anni le banche hanno innalzato i livelli di sicurezza e tutela dei conti correnti. In Italia sono due gli strumenti usati per garantire maggiore fiducia ai correntisti: il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi del Credito Cooperativo.

Il rimborso avviene entro 20 giorni lavorativi dal momento in cui Banca d’Italia prende provvedimenti a carico delle banche consorziate. Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi del Credito Cooperativo interviene nel caso di liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria e stato di difficoltà delle banche consorziate.

Nel caso di crisi e fallimento della banca, i soldi depositati sul conto corrente sono coperti, infatti, dal fondo sino alla cifra di 100.000 euro. Se un conto è intestato a due persone e presenta un deposito di 200.000 euro, allora tutta la cifra sarà coperta completamente dal fondo che interviene per ogni titolare del conto.

Non conviene, dunque, depositare 400.000 euro su un unico conto corrente, ma aprire quattro conti in altrettanti differenti istituti bancari, in modo tale da beneficiare della garanzia per ciascuno dei conti aperti. Naturalmente, qualora si registrasse un episodio di insolvenza delle banche, il correntista recupererà le somme nella valuta del conto corrente.

La somma di denaro, trasferita dal conto corrente alla carta prepagata, non viene coperta dalla garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, a meno che la carta non sia fornita di un codice Iban. Le carte prepagate con codice Iban vengono infatti considerate alla pari di un conto corrente. Chi le possiede può dunque stare sereno.

Il rimborso della somma da parte del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi avviene automaticamente e solitamente entro una settimana dal fallimento dell’istituto di credito presso cui si possiede il conto corrente.

Al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi del Credito Cooperativo aderiscono, invece, tutti gli istituti che rientrano nel sistema delle banche di credito cooperativo: il Fondo assicura anche in questo caso una copertura sino ad un massimo di 100.000 euro per ogni depositante.

A cura di: Tiziana Casciaro

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