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Meno risparmi sui conti correnti, cresce l'appeal dei conti deposito

Da inizio anno si è invertito il trend e i risparmi accumulati sui conti correnti stanno diminuendo. Gli italiani, infatti, stanno orientando i propri risparmi verso soluzioni a basso rischio, come i conti deposito, vedendo nel conto corrente uno strumento più adatto alle transazioni quotidiane.

19/06/2023
cassetta di sicurezza con cella aperta
Risparmi riversati nei conti deposito

Meno soldi sui conti correnti, ma anche rendimenti più allettanti per i conti deposito. La situazione macro, in particolare l’andamento dell’inflazione e quello dei tassi, spingono i risparmiatori italiani a modificare le proprie preferenze con l’obiettivo di preservare il potere d’acquisto.

Inversione di tendenza dopo anni di risparmi crescenti

Dallo scoppio della pandemia in Italia vi è stata una corsa al risparmio. A fronte delle incertezze generate dall’allarme sanitario, e a fronte delle restrizioni agli spostamenti, in tanti si sono affrettati a mettere qualcosa da parte, in modo da poterla utilizzare in caso di necessità. Tuttavia, con l’affievolirsi delle preoccupazioni legate al Covid, la situazione è mutata. Tra dicembre del 2021 e marzo di quest’anno, segnala una ricerca condotta dalla Fabi (Federazione autonoma bancari italiani), il saldo dei conti correnti italiani è calato di oltre 61 miliardi di euro, da 2.076 a 2.015 miliardi. Buona parte di questo calo (circa 50 miliardi) è avvenuto nel corso dei primi tre mesi di quest’anno.

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Investire per tutelare il potere d’acquisto

Molto si è discusso a proposito di questa ricerca, sottolineando in particolare il peso dell’inflazione che, non compensata da un analogo incremento degli stipendi, ha colpito le tasche degli italiani, spingendoli in molti casi a dare fondo ai risparmi accumulati.

Ma va considerato anche un altro aspetto. In tanti hanno smesso di tenere i soldi sul conto corrente proprio per evitare l’erosione da parte dell’inflazione e li hanno investiti, optando soprattutto per soluzioni a basso rischio. Lo si è visto con il successo delle ultime emissioni di BTp (nelle varianti Italia e Valore), ma grande interesse si riscontra anche tra i conti deposito, che stanno progressivamente alzando i rendimenti a fronte dello scenario dei tassi.

Visitando il sito ConfrontaConti.it, si scopre che oggi questi strumenti arrivano a sfiorare il 5% di interesse annuo, un livello importante se si considera che l’inflazione – pur distante dall’obiettivo del 2% fissato dalla Bce – sta rallentando.

In cosa consistono i conti deposito?

Il conto deposito può essere attivato solo da chi ha già un conto corrente (rispetto a quest’ultimo ha funzionalità limitate) ed è una soluzione a metà tra risparmio e investimento, con prevalenza dell’una o dell’altra componente a seconda dello strumento prescelto. Infatti il deposito può essere di due tipi: libero, con la possibilità prelevare o versare denaro senza alcuna limitazione di tempo e di importo, e vincolato, che comporta l’impegno a non toccare la somma investita per un arco di tempo che di solito può andare da dodici a sessanta mesi. Per questa ragione il secondo offre rendimenti maggiori rispetto a quello libero, tanto più alti quanto maggiore è il vincolo. In questo modo, infatti, le società finanziarie sanno di poter disporre liberamente del denaro per le proprie strategie di business. Comunque il vincolo non è assoluto: in caso di necessità si possono sempre prelevare le somme depositate, ma a fronte di una penale che può arrivare a ridurre sensibilmente il rendimento netto.

In merito alle tutele per i sottoscrittori, sono le stesse dei correntisti. Se la banca depositaria dovesse finire in default, il risparmiatore sarebbe interamente coperto fino a un massimale di 100mila euro. Al di sopra di quella cifra non esistono garanzie pubbliche, ma l’esperienza dice che i fallimenti bancari chiamano in causa in primo luogo gli azionisti, quindi i titolari di obbligazioni subordinate, gli obbligazionisti tradizionali e, solo laddove non dovessero essere stati soddisfatti tutti i diritti dei crediti, ci si rivolge ai depositanti. Insomma, un’ipotesi molto remota.

Come sempre, vale il principio della diversificazione, che suggerisce di frazionare i propri risparmi tra varie soluzioni d’investimento. In quest’ottica, i conti deposito possono essere la destinazione per le risorse da tenere a portata di mano, in modo da prelevarle alla prima necessità.

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A cura di: Luigi dell'Olio

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