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Osservatorio conti: le preferenze vanno sempre più sull’online

11/09/2019

Osservatorio conti: le preferenze vanno sempre più sull’online

Tecnologicamente più avanzato, giovane e residente prevalentemente nelle regioni del Nord: è l’identikit tipo del correntista italiano, figlio di una generazione che preferisce vivere la quotidianità, senza il condizionamento di una programmazione sul medio-lungo periodo. Per questo, secondo quanto emerge dal più recente Osservatorio Conti correnti di ConfrontaConti.it, questo tipo di risparmiatore è incline agli acquisti d’istinto e, di conseguenza, vuole avere a disposizione il proprio denaro. Un comportamento che, stando ai dati delle rilevazioni semestrali (a tutto agosto per quanto riguarda la seconda metà del 2019), ha comportato il balzo del saldo lasciato in media sul conto corrente al nuovo massimo dal secondo semestre del 2010 di 15.918 euro, con una progressione dello 0,37% rispetto a quanto registrato nei primi sei mesi di quest’anno.                     

Ancora in aumento il saldo medio in giacenza

Si tratta di un’importante conferma di un trend positivo in atto dal secondo semestre del 2016 (+42,26% negli ultimi tre anni). Da segnalare, comunque, anche la progressione registrata dal saldo dai minimi di periodo (8.988 euro) registrati nella seconda metà del 2012: impennatosi di oltre il 77% in sette anni. Nella rilevazione semestrale a tutto agosto, sia la quota dei conti con un saldo superiore ai 10mila euro, cresciuta al 36,2% del totale (dal 36%% del primo semestre 2019), sia quella relativa ai conti il cui saldo è risultato compreso tra 5.001 e 10mila euro (saliti al 20,4% dei rapporti bancari dal 20,3%), hanno aggiornato i rispettivi massimi di periodo (dal secondo semestre del 2010). Sono aumentati anche i conti correnti con un saldo di 3.001-5mila euro (al 15,6% dal 14,6%), mentre sono diminuiti quelli con importi più bassi (all’11,6% quelli fino a 3mila euro e al 16,3% quelli sotto mille euro). 

Dominano le richieste del Nord, buon spunto dal Centro

La maggior parte delle richieste di nuove aperture di conti correnti sono giunte ancora una volta dal Nord Italia, che copre il 68,8% del totale, mentre sono risultate come solito più contenute le domande arrivate dal Centro (15,8%) e Sud e Isole (15,4%). Vale la pena sottolineare tuttavia che le richieste delle regioni centrali nel semestre ad agosto hanno registrato un notevole spunto (dal 12,4% registrato nel periodo gennaio-giugno), tanto da portarsi alla quota più elevata dal 2010. Guardando nei dettagli le statistiche per fasce di età, emerge il consolidamento della quota al 47,3% del totale dei titolari di conti correnti che hanno 26-40 anni. Più distanti sono i correntisti tra 41 e 55 anni (30,3%) e gli over 55 (14,8%), fanalino di coda i giovani 18-25 anni (7,7%). 

Sempre investitori meno agli sportelli

Oramai i risparmiatori vanno sempre meno in filiale per operare sul proprio conto corrente: la quota degli italiani che si recano fisicamente allo sportello si è infatti assottigliata al 4,7% del totale (che si confronta con il 20% registrato nella seconda parte del 2010). Il canale d’uso preferito è dunque l’online, con il 67,7% rispetto al totale. L’analisi per operatività, tra versamenti di denaro, prelievi e pagamenti, restituisce la figura di un risparmiatore sostanzialmente poco attivo sul proprio conto corrente. Considerando come alta operatività un totale di 150 operazioni l’anno l’indicatore si ferma, infatti, ad appena il 22,6%. La media operatività (60 operazioni) caratterizza invece la maggioranza dei correntisti (55,1%), mentre la bassa operatività (20 operazioni l’anno) è al 22,3%.

A cura di: Maria Cristina Pintor

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