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Risparmi delle famiglie, cosa sta cambiando nei conti finanziari italiani

Con l'inflazione che erode il potere d'acquisto, la liquidità non è più un rifugio. Le famiglie italiane nel secondo trimestre dell'anno hanno spostato 23,9 miliardi verso gli strumenti finanziari, riducendo i depositi di 1,7 miliardi. Oltre al rendimento, è importante prestare attenzione anche a costi e imposte.

30/10/2026
ragazza con salvadanaio a forma di porcellino con dietro famiglia
Le famiglie italiane lasciano meno liquidità sui conti correnti per difendersi dall'inflazione

⏰ In 30 secondi:

  • Le famiglie investono di più e riducono i depositi.
  • L’inflazione erode la liquidità ferma sul conto.
  • Conti deposito più attrattivi per valorizzare i risparmi.

Le famiglie italiane stanno modificando il modo in cui gestiscono i propri risparmi, con una maggiore attenzione agli strumenti finanziari capaci di offrire un rendimento. A confermarlo sono i dati della Banca d'Italia relativi al secondo trimestre del 2026, che mostrano un aumento degli acquisti di attività finanziarie e una riduzione delle somme depositate sui conti. A incidere sulle scelte dei risparmiatori è anche la necessità di proteggere il potere d'acquisto dall'inflazione. La liquidità resta importante per affrontare le spese quotidiane e gli imprevisti, ma lasciare tutto il denaro fermo può comportare un costo meno evidente: la perdita di valore nel tempo.

Come stanno cambiando le scelte finanziarie delle famiglie italiane

Secondo i dati pubblicati dalla Banca d'Italia il 15 ottobre 2026, nel secondo trimestre dell'anno gli acquisti netti di attività finanziarie delle famiglie italiane hanno raggiunto 23,9 miliardi di euro. Di questi:

  • 15,4 miliardi sono stati destinati al risparmio gestito;
  • 6,7 miliardi ad azioni e partecipazioni;
  • 5,6 miliardi a titoli.

Nello stesso periodo, i depositi hanno registrato una riduzione di 1,7 miliardi di euro.

Quello che viene descritto dai numeri è lo spostamento verso un uso più attivo della liquidità disponibile. Anziché rimanere interamente sui conti correnti, una parte del denaro viene destinata a strumenti che possono generare rendimenti, bilanciando prudenza e diversificazione del portafoglio.

I dati forniti da Banca d’Italia si riferiscono ai flussi registrati nel secondo trimestre dell’anno e non dimostrano, da soli, un cambiamento definitivo nelle abitudini di tutti i risparmiatori. Rappresentano però un segnale significativo: la gestione del patrimonio richiede un equilibrio tra denaro immediatamente disponibile e somme destinate a obiettivi di risparmio di medio e lungo periodo.

Inflazione e risparmi fermi sul conto: qual è il rischio

Uno degli aspetti che aiutano a comprendere questa evoluzione riguarda il rapporto tra risparmio e inflazione. Conservare una somma di denaro sul conto corrente permette di mantenerne invariato il valore nominale, al netto di eventuali spese e interessi, ma non garantisce che quella cifra conservi lo stesso potere d'acquisto.

Se i prezzi aumentano e il denaro depositato non produce interessi sufficienti a compensare l'inflazione, con la stessa somma sarà possibile acquistare meno beni e servizi. È una perdita che non compare direttamente nell'estratto conto, ma che incide sul valore reale del patrimonio.

Ipotizzando un'inflazione media annua del 2,5%, 10.000 euro mantenuti senza rendimento per cinque anni conserverebbero il proprio valore nominale, ma avrebbero un potere d'acquisto equivalente a circa 8.840 euro iniziali. La differenza è di circa 1.160 euro in termini reali.

Per questo motivo, è auspicabile che il denaro che eccede la soglia destinata a coprire le spese correnti venga destinato a soluzioni remunerate in linea con i propri obiettivi di risparmio.

Conti deposito, un'alternativa per valorizzare la liquidità

Tra gli strumenti che permettono di ottenere un rendimento senza esporsi direttamente alle oscillazioni dei mercati azionari ci sono i conti deposito. Si tratta di prodotti bancari pensati per remunerare le somme depositate, con condizioni che variano in base all'istituto, alla durata e alla possibilità di prelevare il denaro prima della scadenza.

La scelta può essere interessante per chi dispone di risparmi che non prevede di utilizzare nell'immediato e desidera ottenere un interesse senza assumere il rischio di mercato tipico di azioni e obbligazioni. Le condizioni, tuttavia, non sono uguali per tutti i prodotti e devono essere valutate considerando anche le esigenze di liquidità.

I conti deposito possono essere liberi, se consentono di prelevare le somme secondo le condizioni contrattuali, oppure vincolati, se prevedono che il denaro rimanga depositato per un periodo prestabilito. In quest'ultimo caso, il rendimento può essere più elevato, ma è necessario verificare se e a quali condizioni sia possibile svincolare anticipatamente le somme, compresa l'eventuale perdita degli interessi maturati.

Anche la sicurezza merita attenzione. I depositi bancari ammissibili sono generalmente tutelati fino a 100.000 euro per depositante e per banca dai sistemi di garanzia dei depositi, secondo le condizioni previste dalla normativa.

Prima di decidere come investire il proprio denaro, è utile confrontare i migliori conti deposito e considerare il tasso di interesse lordo, la ritenuta fiscale, l'eventuale imposta di bollo e le condizioni di accesso alle somme.

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A cura di: Valeria Boni

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