Stop ai conti cointestati: la soluzione contro il gender gap?
La Lega ha proposto un disegno di legge per vietare l'accredito dello stipendio sui conti correnti cointestati. Questa misura potrebbe aumentare la libertà finanziaria delle donne, ma potrebbe tradursi in maggiori costi per la gestione del bilancio familiare.
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- Stop agli stipendi sui conti correnti cointestati
- Obiettivo: ridurre il gender gap finanziario in Italia
- Possibili costi extra per la gestione dei conti familiari
Dal 2018 è obbligatorio, per i datori di lavoro, accreditare gli stipendi su un conto corrente. Oltre a garantire una maggiore trasparenza nei trasferimenti di denaro, questa misura ha incentivato l'uso dei conti correnti e ha contribuito a promuovere l'educazione finanziaria dei dipendenti. Ora la Lega propone di fare un ulteriore passo avanti, proponendo di accreditare gli stipendi su conti correnti intestati solo alla persona che riceve il denaro, in modo da ridurre il gender gap finanziario, un fenomeno ancora molto presente in Italia.
Stipendi accreditati solo ai conti personali: cosa potrebbe cambiare
In commissione Finanze al Senato è in discussione un disegno di legge (con codice identificativo AS 763) che potrebbe ridurre la diffusione dei conti correnti cointestati. La proposta su cui le forze politiche stanno discutendo in prima lettura propone infatti di imporre l'accredito degli stipendi solo su conti correnti intestati a un individuo: ogni lavoratore e ogni lavoratrice dovrebbe quindi avere un suo conto personale sul quale ricevere il compenso per il proprio lavoro.
Impedire l'uso dei conti cointestati per l'accredito degli stipendi permetterebbe di tutelare l'accesso esclusivo alla propria retribuzione, ma potrebbe avere degli svantaggi pratici che vanno valutati con attenzione.
Una misura di contrasto alla dipendenza economica
La norma è pensata soprattutto per tentare di ridurre il gender gap finanziario, che penalizza in modo particolare le donne. Più di una donna su quattro in Italia non possiede un conto personale ma utilizza un conto cointestato, generalmente con il partner. Per effetto della cultura patriarcale, questa condizione pone le donne in una posizione subalterna e fa sì che il denaro possa essere controllato o gestito dal partner.
Il fenomeno del gender gap finanziario si inserisce in un quadro più generale di esclusione finanziaria delle donne, che risultano titolari in misura minore rispetto agli uomini anche di prodotti di risparmio, come i conti deposito, o di investimento.
Indirettamente, la misura potrebbe contribuire anche a contrastare il caporalato. Secondo quanto dichiarato a Parlamento 24 dalla prima firmataria della proposta, la senatrice della Lega Elena Murelli, obbligare i datori di lavoro a versare gli stipendi su un conto intestato al lavoratore potrebbe frenare lo sfruttamento e rafforzare le tutele economiche della forza lavoro.
Rischi e vantaggi dei conti cointestati
Anche nel caso in cui il disegno di legge su cui sta lavorando il Senato venisse approvato, questo non significherebbe un addio ai conti cointestati. Questa tipologia di conto continuerebbe a esistere con le stesse caratteristiche attuali.
Molte famiglie scelgono di fare ricorso proprio a un conto cointestato per la gestione delle spese familiari, come le rate del mutuo o l'affitto, le bollette o la spesa alimentare. Se il DDL proposto dalla Lega venisse approvato, una coppia formata da due persone con contratto da dipendente potrebbe trovarsi a dover gestire tre diversi conti correnti: un conto personale per ciascun individuo e un conto cointestato per le spese condivise.
Spesso la scelta di aprire un conto cointestato in famiglia è giustificata non solo dalla praticità di avere un unico conto da cui transitano le spese del nucleo familiare, ma anche per risparmiare sui costi bancari, soprattutto quelli legati al canone annuo e ai costi fissi, come l'imposta di bollo.
Nel caso in cui il disegno di legge dovesse essere approvato, è importante valutare l'insieme delle spese da sostenere per la gestione dei conti correnti della famiglia. Per ridurre la spesa si possono considerare le opzioni più economiche disponibili sul mercato, come i conti correnti senza canone o i conti correnti online.