Tassi fermi anche ad aprile 2026? Le ultime sulle prossime decisioni della BCE
La riunione del 30 aprile del consiglio direttivo della BCE potrebbe confermare l'attuale livello dei tassi di interesse. I segnali di una possibile distensione del conflitto in Medio Oriente stanno rendendo i mercati meno volatili, frenando il contagio inflazionistico causato dall'aumento dei prezzi dell'energia.
⏰In 30 secondi:
- Tassi fermi: BCE verso conferma ad aprile, rinvio possibile a giugno
- Inflazione 2,6%: pressione da energia ma mercati meno volatili
- Due rialzi attesi: ipotesi strette BCE tra giugno e settembre 2026
In una recente dichiarazione, la presidente Christine Lagarde ha ribadito che la Banca Centrale Europea è pronta a intervenire con una manovra restrittiva di politica monetaria, ma solo quando i dati dimostreranno che l'inflazione si sta allontanando troppo dall'obiettivo del 2% a medio termine. Le ultime notizie che arrivano dal fronte di guerra in Medio Oriente fanno pensare che la decisione di rialzare i tassi sarà rinviata alla riunione di giugno.
Rialzo dei tassi BCE rinviato a giugno?
L'inflazione nell'eurozona a marzo è salita al 2,6%, un dato peggiore rispetto alle aspettative e le previsioni per il mese di aprile non sono ottimistiche. L'aumento dei prezzi di gas e petrolio ha già fatto salire l'indice dei prezzi al consumo e ci sono timori di un effetto contagio che spinga all'insù anche il tasso di inflazione core.
Nonostante il peggioramento degli indici, gli effetti dello shock energetico sono ancora limitati e la BCE ritiene che la situazione non evolva verso gli scenari peggiori. Inoltre, le notizie circolate negli ultimi giorni di una possibile riapertura dello stretto di Hormuz hanno fatto scendere le quotazioni di petrolio e gas sui mercati internazionali, riducendo il rischio di una crescita incontrollata dei prezzi.
La possibilità di giungere a un accordo tra Stati Uniti, Israele e Iran in tempi brevi rende i mercati meno volatili e, di conseguenza, un intervento della BCE per raffreddare l'inflazione appare meno urgente di quanto non lo fosse poche settimane fa.
Per questi motivi è probabile che la Banca Centrale Europea decida di lasciare i tassi al livello attuale, rinviando la decisione di un rialzo alla riunione fissata per metà giugno. In quell'occasione, il consiglio direttivo avrà più dati e più informazioni su cui basare la decisione: oltre ad avere un quadro più chiaro dell'evoluzione del contesto geopolitico, potrà contare sui dati del PIL del primo trimestre e sul tasso di inflazione aggiornato di aprile.
Regna l'incertezza sulla durata e l'intensità dello shock energetico
Lagarde ha definito lo shock energetico enorme, ma ha anche sottolineato come l'impatto del rialzo dei prezzi dell'energia non è ancora allarmante.
La priorità della BCE rimane quella di mantenere i prezzi stabili e di far rientrare il tasso di inflazione entro la soglia del 2% a medio termine. Per riuscirci, la BCE sta lavorando sui dati, nonostante le difficoltà legate a scenari complessi e che cambiano molto rapidamente.
A rendere difficili le previsioni e le decisioni di politica monetaria è l'incertezza, legata sia alla durata del conflitto sia all'intensità delle conseguenze dello shock energetico.
Probabili due rialzi entro fine 2026
Anche se la BCE sta prendendo tempo, lo scenario più probabile vede due rialzi dei tassi entro fine 2026. Secondo le previsioni di Goldman Sachs, la decisione di attuare una politica monetaria più restrittiva sarà presa nella riunione di giugno e poi in quella di settembre.
L'incertezza che domina i mercati e l'attesa di conoscere i tempi e l'entità delle decisioni di politica monetaria della BCE rendono difficile anche per i risparmiatori decidere che direzione prendere. Chi preferisce adottare una strategia prudente può valutare di investire i propri risparmi in un conto deposito libero o svincolabile: al momento i migliori conti deposito del genere offrono un rendimento annuo che arriva al 4%.
Nell'attesa di capire se il rialzo dei tassi arriverà davvero a giugno o slitterà ulteriormente, si può anche valutare un investimento a breve termine. In questo modo la liquidità non rimane ferma sul conto corrente subendo gli effetti negativi dell'inflazione e, al tempo stesso, si mantiene la possibilità di riadattare la propria strategia in base ai cambiamenti che avvengono a livello macroeconomico.
Per orientarsi tra le diverse proposte e individuare il conto deposito più adatto alle proprie esigenze, vale la pena mettere a confronto i conti deposito offerti dai principali istituti facendo un'analisi mirata con ConfrontaConti.it e selezionando i propri criteri di investimento preferiti.