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Abi: più conti correnti per gli imprenditori stranieri in Italia

23/03/2015

imprenditoristranieri

Buone notizie per quel che riguarda l’imprenditorialità straniera in Italia. L’ Osservatorio Nazionale sull’inclusione finanziaria dei migranti rileva infatti che nell’ultimo triennio le PMI gestite da imprenditori stranieri che hanno deciso di appoggiarsi ad un istituto di credito italiano per il conto corrente sono aumentate del 42%.

Una percentuale molto significativa che indica come il processo di integrazione economica e finanziaria si stia consolidando nel nostro Paese e, parallelamente, come i cittadini rispondano ai problemi della disoccupazione e della precarietà lavorativa puntando sull’imprenditorialità. La notizia ancora più rilevante è che l’insieme degli imprenditori stranieri in Italia, circa 105.000 lavoratori, è costituito al 40% da donne.

L’Osservatorio rientra in un progetto pluriennale finanziato dalla Commissione Europea e dal Ministero dell’Interno (Fondo Europeo per l’Integrazione di Cittadini di Paesi Terzi) e dall’Associazione Bancaria Italiana (Abi). La raccolta e l’analisi dati viene gestita dal CeSPI (Centro Studi di Politica Internazionale).

Si tratta del primo report di questo tipo effettuato in Europa con il preciso obiettivo di monitorare il fenomeno dell’inclusione finanziaria dei migranti nel nostro paese e, di conseguenza, il livello di maturirà del processo di integrazione. La premessa è che, più aumenta l’inclusione finanziaria, ovvero la fruizione di servizi bancari da parte di cittadini stranieri, più aumentano le risorse a disposizione per rendere effettivo il processo di integrazione. 

Banca d’Italia, chiarisce il concetto di esclusione/inclusione finanziaria, alla base dello sviluppo dell’ Osservatorio, definendo l’esclusione finanziaria come “l’impossibilità o la riluttanza per alcuni soggetti – individui o imprese – di accedere a servizi finanziari basilari, quali conti correnti e di deposito, prestiti, servizi assicurativi e di pagamento”. 

Il fatto che i conti correnti stranieri, di cui quelli a supporto di Pmi rappresentano il 5,2% del totale, è sicuramente un dato di buon auspicio per lo sviluppo sociale del nostro Paese.
Volendone analizzare la distribuzione geografica, notiamo come la maggior concentrazione di c/c sia a Nord (63% del totale), il 30% al Centro e il 7% a Sud.
Sempre secondo l’Osservatorio le comunità più attive a livello territoriale vengono dalla Cina, dall’Egitto e Pakistan, seguiti dal Bangladesh. 

La classifica si ribalta se andiamo ad analizzare le comunità dove l’aumento delle aperture dei conti correnti è stato più rilevante: Bangladesh in testa (+22%) seguito da Pakistan (+14%) e a stretto giro da India e Cina (+12%).

L’Osservatorio fornisce sicuramente chiavi interpretative dello scenario economico finanziario del Paese, ma, soprattutto, offre spunti agli istituti di credito per avvicinarsi ad un target di clientela con esigenze molto specifiche ed in forte espansione.

A cura di: Alessia De Falco

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