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Facebook diventa banca

11/12/2016

Riprendiamo l'argomento dei New Digital Payments, dopo aver affrontato per l'ultima volta il tema. La notizia è che anche Facebook strizza l’occhio alla finanza. Se ne parla dalla scorsa primavera ed ora, dopo parecchi mesi di annunci e smentite, ecco la svolta nella strategia del più famoso social network. La Banca Centrale Irlandese ha concesso la licenza che permetterà a Facebook di essere un operatore di pagamento all’interno della Comunità Europea.
Cosa significa? In pratica, grazie a questa autorizzazione, il social network sarà in grado di emettere moneta elettronica e permetterà agli utenti iscritti di trasferire denaro virtuale e/o depositarlo all’interno dello stesso Paese.

Si tratta di una mossa che permetterebbe al colosso di Mark Zuckemberg di consolidare la penetrazione della piattaforma nei mercati emergenti, trasformandosi in una vera e propria utility per i Paesi in via di sviluppo.

Negli ultimi anni le operazioni di social banking sono diventate sempre più frequenti, così da non stupire il fatto che, mentre gli istituti di credito diventano sempre più social, il social decida di trasformarsi in banca.

Il Primo White Paper della II Edizione della Ricerca di Social Minds evidenzia come il 53% delle banche italiane, all’interno del campione osservato, ha adottato strategie come l’apertura di una FanPage sui principali social network. La connessione tra istituti di credito e canali social è sempre più stretta, per cui c’era da aspettarsi anche la scelta dei vertici Facebook.
L’idea è di offrire tutti i principali servizi di un conto basato sulla valuta virtuale: si va dall’e-commerce all’acquisto di applicazioni, pagamento di abbonamento a piattaforme streaming, giornali e affini. 

Tra i principali servizi che verranno messi a disposizione degli utenti troviamo il trasferimento di denaro. E’ un’opzione già attiva negli Stati Uniti, dove è possibile inviare soldi ad un amico attraverso l’applicazione di Messenger. Il funzionamento è molto semplice: una volta selezionata l’app, occorre cliccare su un’apposita icona con il simbolo del denaro e scegliere la carta cui è associato l’invio (tra i partner vi è PayPal). Il servizio è completamente gratuito e di facile utilizzo.

Vi è inoltre la possibilità di trasferire denaro all’estero, attività che rappresenta uno tra i business più appetibili pro futuro. Basti pensare che, solo lo scorso anno, i lavoratori all’estero hanno inviato nei Paese di origine 583 miliardi di dollari. L’auspicio di Facebook è di posizionarsi tra i leader del settore, al momento rappresentati dagli storici nomi di Western Union e Money Gram.
Per farlo, probabilmente si giocherà sull’abbassamento delle commissioni, che al momento vanno dall’8% al 29%. Sarà inoltre fondamentale ottimizzare la user experience, considerando che ben 600 milioni di utenti utilizzano lo smartphone per accedere ai servizi. 

Chiaramente la Facebank, questo il nome con cui confidenzialmente è stata ribattezzata l’operazione, rappresenta un’opportunità di business, ma anche un rischio, come evidenziano i principali detrattori. Al momento la piattaforma genera utili dalla pubblicità che ha il vantaggio di essere profilata in maniera precisissima sui gusti, le preferenze, le fasce d’età e altre caratteristiche degli iscritti.

Il fatto di introdurre i pagamenti potrebbe arricchire il novero delle informazioni disponibili per generare cluster e orientare la pubblicità, costituendo una miniera d’oro per le aziende. Questo fatto suscita le perplessità dei critici che vedono malvolentieri l’eventualità di rinunciare all’ultimo barlume di privacy rimasto. Non tutti la pensano in maniera così negativa: sono in molti a pensare che l’apertura dei servizi bancari di Facebook possa non soltanto generare ricavi, ma anche rappresentare un’opportunità per servizi e promozioni dedicati agli utenti.

A cura di: Alessia De Falco

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