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Chiusura conto corrente: quanto costa?

23/02/2017

Chiudere un conto corrente non dovrebbe costare nulla. Lo ha stabilito nel 2007 il Decreto Bersani, consentendo a tutti i correntisti di rescindere il contratto con il proprio istituto di credito senza vedersi accollate spese extra imputabili a costi di chiusura.

La normativa stabilisce, all’art. 10 del sopracitato Decreto, che il cliente ha facoltà di chiudere il conto anche quando vengono applicati improvvisi aumenti di canone e servizi.
Esaminiamo quali possono essere queste spese, in modo tale da permettere ai consumatori di analizzare al meglio il proprio conto corrente e le alternative.

Se si decide una chiusura definitiva, senza dunque aprire un conto presso un’altra banca, occorre bloccare tutte le operazioni in corso (assegni non incassati, bollette addebitate ecc) e trasferire le eventuali domiciliazioni.

Nel caso di una banca online è prassi inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno, indicando il numero del conto corrente da chiudere e l’eventuale nuovo conto su cui accreditare le somme presenti. Solitamente i conti correnti prevedono delle spese di gestione, addebitate periodicamente.

Queste spese riguardano la redazione e l’invio degli estratti conto, i costi per bonifici, la gestione dei titoli, l’uso del Bancomat e le spese per pagamenti e ricariche. Sono inoltre incluse le commissioni di massimo scoperto, dette anche interessi passivi.

Gli istituti di credito hanno facoltà di addebitare questi costi sul conto trimestralmente o mensilmente, a seconda delle voci.

Mentre l’estinzione del conto è a titolo gratuito, al momento della chiusura queste voci verranno conteggiate e la banca potrà chiedere al cliente di saldarle, sotto forma di spese di estinzione. In questo caso la banca compilerà l’estratto conto di chiusura, con l’elenco dei movimenti registrati nel periodo.

Sicuramente, tra le spese da prevedere, vi saranno quelle relative alla gestione del conto per l’ultimo trimestre (o periodo calcolato) e il bollo per l’invio dell’ultimo estratto conto.

Ribadiamo, non si tratta di costi di chiusura conto, ma di costi amministrativi e di gestione richiesti dalla banca per la chiusura del rapporto contrattuale. La normativa punisce le condizioni di uscita vessatorie, risarcendo i correntisti con appositi indennizzi.

Anche il semplice “trasloco” del conto da una banca ad un’altra non prevede costi di chiusura.

Le tempistiche di chiusura sono molto rapide: da marzo 2015 è stata recepita la Direttiva Europea sulla portabilità dei conti correnti secondo la quale le operazioni devono essere espletate entro al massimo dodici giorni.

La normativa europea prevede inoltre sanzioni comprese tra 5.160 e 64.555 euro per i dirigenti e dipendenti bancari che violano le suddette tempistiche.

Compilando il modulo dedicato, si richiede alla nuova banca di procedere all'apertura di un conto , con la chiusura contestuale del precedente. 

Per risparmiare sulle spese, anche in fase di scelta di un nuovo conto, è utile conoscere le offerte relative ai conti correnti online, spesso a zero spese o a spese molto contenute.

ConfrontaConti.it permette di informarsi sui conti online, individuando prodotti a canone zero e con operazioni gratuite illimitate, tasso di interesse creditore fino al 2%, giacenze garantite fino a 100.000 euro. Per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento, consigliamo la lettura dell'articolo "Home banking: i conti si fanno online".

Inoltre è possibile profilare l’offerta sulla base del profilo di utilizzo e scegliere fra le opzioni esclusivamente online e quelle che si appoggiamo alle filiali presenti sul territorio.

A cura di: Alessia De Falco
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