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Conti dormienti: cosa sono e come sbloccarli

19/09/2017

Sembra impossibile eppure accade: in Italia, secondo le stime del Rendiconto Generale dello Stato, dal 2007 ad oggi ammontano ad oltre 2 miliardi i risparmi "dimenticati" dagli italiani.

Si tratta di conti non movimentati, polizze, libretti di risparmio che, come previsto dalla norma approvata nel 2005, finiscono nelle casse dello Stato.

Per quanto riguarda i conti, si fa riferimento a rapporti con le banche per un importo superiore ai 100 euro, non movimentati da almeno 10 anni.

Per quanto concerne invece le rendite delle polizze, si considerano dormienti dopo un periodo di due anni, mentre per gli assegni il periodo arriva a tre anni dall’emissione.

Dei conti dormienti avevamo già parlato qualche tempo fa "Conti dormienti: come recuperare i soldi in giacenza". 

In particolare avevamo ricordato il DPR 116 del 2007 che prevede che le somme non riscosse dai legittimi proprietari vengano automaticamente trasferite in un Fondo costituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze con legge 266 del 2005, al fine di risarcire i risparmiatori vittime di frodi finanziarie.

Lo stesso Decreto precisa che Banche, Poste e intermediari finanziari debbano comunicare periodicamente al Ministero del Tesoro gli elenchi dei conti e libretti dormienti che risultano essere inattivi. 

In caso di dubbi sullo stato di un conto, è possibile verificare il rapporto finanziario consultando il sito depositidormienti.mef.gov.it del Ministero dell'Economia e dell Finanze.

Per richiedere l’eventuale rimborso bisogna inviare la domanda tramite raccomandata a/r o raccomandata a mano a: Consap S.p.A – Rif. Rapporti dormienti – via Yser, 14 – 00198 Roma, oppure all’indirizzo e-mail rapportidormienti@consap.it. 

Il modulo per la presentazione della domanda è scaricabile dal sito www.consap.it

Vanno allegate copia del documento di identità e del codice fiscale.

Capita ad esempio che il titolare di un conto dormiente sia deceduto: in questo caso sono gli eredi a dover comunicare alla banca il subentro come titolari del conto, portando come documentazione il certificato di morte e i documenti necessari per le pratiche di successione.

Se invece arriva la comunicazione della banca circa l’esistenza del conto dormiente, è possibile attivare il conto entro sei mesi, movimentando il denaro.

In ogni caso il risparmiatore ha tempo dieci anni per chiedere il rimborso al Ministero del Tesoro, se non riuscisse ad effettuare nei tempi stabiliti l’operazione con la banca.

Per riattivare un conto dormiente si procede innanzitutto a comunicare alla banca la volontà di continuare il rapporto, aggiornando eventualmente i propri dati anagrafici e movimentando il conto con un prelievo, un versamento, un pagamento con carta di credito o bancomat. Non sono validi per la riattivazione eventuali accrediti, come ad esempio lo stipendio o l’addebito automatico delle utenze.

Diciamo che, in linea generale, è sempre bene controllare lo stato dei propri conti. A questo proposito i conti online, consultabili comodamente da smartphone, table e pc, permettono di monitorare la situazione in tempo reale e senza file allo sportello.

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A cura di: Alessia De Falco

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