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Fisco e conti correnti: le dritte per non incorrere in controlli e sanzioni

09/11/2017

Lo scorso 31 marzo è stata una data cruciale per i conti correnti degli italiani, che ha segnato la vera svolta contro l’evasione fiscale. È scattato in questa data l’obbligo per banche, poste e istituti finanziari di attivare un flusso di informazioni verso l’Anagrafe Tributaria: 500 milioni di dati sensibili sui conti correnti e ogni altro tipo di rapporto finanziario in essere dei contribuenti.

Ne abbiamo parlato in "Anagrafe Tributaria: l’evasione fiscale ha le ore contate", dove riportiamo che oltre 39 milioni di conti correnti sono stati oggetto di indagine per confluire poi nei database dell’Agenzia delle Entrate, mentre per i prodotti finanziari le imprese di assicurazione sono tenute a indicare l'importo totale degli incrementi della polizza e dei riscatti effettuati nell'anno. Sarebbero infatti 90 i miliardi di euro evasi al fisco ogni anno, una cifra troppo importante per non richiedere una manovra forte di intervento che evitasse la penalizzazione dei contribuenti che invece adempiono agli obblighi fiscali.

Il controllo stretto sui conti si porta dietro non poche criticità per i piccoli contribuenti. L’occhio del fisco non risparmia nessuno e contrariamente a quanto si possa credere, detenere piccole somme non esenta dall’essere oggetto di controllo. Allo stesso modo, piccoli movimenti che non eravamo soliti giustificare, come regali da parte di parenti o amici, contanti tenuti in casa e messi poi sul conto, piuttosto che trasferimenti di denaro tra parenti o amici, rischiano di essere a rischio controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate. Come evitare allora di incorrere in episodi spiacevoli e subire sanzioni dal fisco?

Le regole da seguire non sono difficili e sono identiche per ogni tipo di contribuente, che sia piccolo o grande, lavoratore dipendente o autonomo. Quello da tenere sempre presente è che ogni singolo movimento, anche il più piccolo, va giustificato dimostrando la provenienza del denaro attraverso prove documentali. Sul contribuente titolare del conto vige infatti la regola della “inversione dell’onere della prova”: spetta infatti a lui dimostrare, con una prova non generica ma analitica per ogni versamento bancario, che gli elementi desumibili dalla movimentazione bancaria non sono riferibili a operazioni imponibili (art. 32 del DPR n. 600 del 1973). Se non si dispone della prova, allora il fisco può presumere che si tratti di un’evasione fiscale e, quindi, tassare l’importo in questione.

Così, una regalo di 1.000 euro per la laurea da parte dei nonni al nipote titolare di un conto corrente, sarà meglio che passi attraverso un bonifico o una carta prepagata, così da diventare un’operazione tracciabile. Allo stesso modo il trasferimento di denaro tra amici richiederebbe una scrittura privata con cui si dichiara il motivo del versamento, da registrare poi all’Agenzia delle Entrate o inviare al destinatario tramite raccomandata. Se si possiede invece una somma di denaro in casa, magari frutto di accumulo nel salvadanaio, allora sarà meglio tenere quei soldi per le piccole spese, che non siano evidentemente quelle importanti come la stipula di una polizza assicurativa, un acquisto con fattura o il pagamento della rata del mutuo.

Maggiore la libertà concessa sui prelievi, che sono liberi per tutti, salvo essere un imprenditore con l’obbligo di un limite massimo prelevabile giornaliero e mensile. Quello a cui bisogna fare attenzione è invece come si spendono i soldi prelevati, visto che non è possibile pagare ad esempio la prestazione di un professionista in contanti oltre il limite consentito di 3.000 euro, ma l’operazione dovrà avvenire con bonifico o assegno.

Un buon metodo per imparare a gestire il conto corrente in maniera tale da non rischiare di incorrere nei controlli del fisco è avere un conto online. Come scriviamo nella news "Osservatorio conti correnti ConfrontaConti.it: gli ultimi dati 2017", la tendenze degli ultimi anni rivelano come il canale preferito dagli italiani per gestire il proprio denaro sia proprio quello online. Un vero boom degli istituti di credito telematici, con il 51,8% dei conti aperti al secondo semestre 2017 contro il 7,7% delle banche tradizionali. Senza dimenticare che in alcuni casi il conto online consente, proprio in virtù di una gestione delegata al suo titolare, di ottenere anche un guadagno.

Per verificarlo basta trovare il conto più adatto sul portale di comparazione ConfrontaConti.it. Il 3 novembre la richiesta di un utente di 35 anni con saldo medio attivo di 5.000 euro, canale di utilizzo online, frequenza di utilizzo media, accredito di stipendio, avrà come soluzione più conveniente quella di BancadinAmica che propone un conto a costo zero, con Interessi netti per 55,45 euro, corrisposti trimestralmente e in maniera posticipata. Il Tasso a regime è dell’1,00% lordo, i costi sono zero, incluso il canone, i bolli e i prelievi Bancomat/VPay in tutta Europa.

A cura di: Paola Campanelli
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