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Pagamenti digitali: le novità per il 2018

22/11/2017

Pagamenti digitali: le novità per il 2018

La rivoluzione dei pagamenti digitali cambia le abitudini dei risparmiatori italiani. Dal prossimo 13 gennaio entrerà in vigore la direttiva europea Psd2 con l’obiettivo di rendere più sicure le transazioni e tutelare i consumatori anche dall’introduzione di nuovi prestatori di servizi. Sono i TPP (che sta per Third Party Providers), soggetti non bancari autorizzati a entrare nei conti dei clienti, previa evidentemente autorizzazione da parte dello stesso utente.

I TPP vengono suddivisi in AISP (Account Information Services Providers) e PISP (Payment Initiation Service Providers). Il primo offre un servizio che permette al pagatore di ottenere, mediante ricorso a una piattaforma online, un’informativa completa su tutti i conti di pagamento di cui è titolare, ottenendo una panoramica della propria situazione finanziaria oppure analizzando le proprie abitudini di spesa e valutando le esigenze finanziarie future, in modo rapido e interattivo.

Il PISP è invece un servizio che permette al cliente di effettuare un pagamento dal proprio conto al venditore attraverso l’utilizzo di un software che fa da ponte tra i due account. Basterà inserire le informazioni necessarie per il trasferimento dell’importo e informare il commerciante dell’inizio della transazione, senza alcun utilizzo della carta di credito. Entrambi gli assistenti (AISP e PISP) saranno virtuali e gli utenti potranno ritrovarli sotto forma di App dal proprio smartphone.

Nel settore dei pagamenti stanno per inserirsi nuovi soggetti che si affiancheranno ai vari Paypal e Apple Pay. Anche Google Wallet, Amazon Pay e Messenger Pay entrano così tra il cliente e i gestori delle carte di credito, mostrando subito la prima criticità. Queste nuove App comportano infatti dei costi, che vanno inevitabilmente a intaccare le commissioni che altrimenti andrebbero per intero alla banca che gestisce la carta. Secondo una simulazione di Accenture, le commissioni a favore delle banche scenderanno di circa il 43% (dai 6,6 miliardi di oggi ai 4,6 del 2020) a fronte di un aumento dei pagamenti digitali nei prossimi tre anni del 20%. Per questo motivo gli istituti di credito stanno elaborando contromisure per difendersi da questa riduzione dei margini, e a ben vedere hanno già cominciato a ritoccare molti costi, come ad esempio la quota annuale sulle carte di credito offerte ai consumatori, un tempo gratuite.

L’altra grande novità a favore degli istituti verrà dal bonifico immediato (instant payment), in funzione entro la fine di novembre, che dovrebbe permettere di bypassare sia le carte di credito che quelle di debito. Ne abbiamo parlato nella news "Arriva il bonifico immediato: solo dieci secondi per trasferire il denaro", in cui scriviamo che la formula consente di trasferire una somma di denaro in tempo reale.

A oggi le transazioni effettuate tramite bonifico bancario richiedono almeno un giorno lavorativo per compiersi, visto che non vengono eseguite singolarmente ma tutte insieme. Al contrario, bonifici immediati potranno essere effettuati in qualsiasi momento della giornata e anche in mobilità, trasferendo i fondi tra due persone titolari di conti correnti in area SEPA. Il tempo necessario per trasferire il denaro sarà di circa 10 secondi, con notifica immediata del buon esito della transazione e nessuna possibilità di annullare l’operazione. Il limite di denaro trasferibile si ferma a 15.000 euro, una soglia che in futuro sarà sicuramente aumentata.

In tema di pagamenti digitali ricordiamo tutti i vantaggi offerti dai conti online comparati su ConfrontaConti.it, il portale con cui è possibile trovare lo strumento più conveniente per ogni differente profilo di utente. Tra i conti più convenienti, aggiornati al 10 novembre 2017, si distingue BancadinAmica, che offre tutte le operazioni gratis, inclusi i bonifici e i prelievi Bancomat/VPay in tutta Europa. Con un saldo medio attivo di 5.000 euro, frequenza di utilizzo media e accredito di stipendio o pensione, BancadinAmica corrisponde interessi netti per 55,35 euro, con tasso a regime dell’1% lordo e zero canone e bolli.

Un altro conto a costo zero è quello offerto da Webank.it, che con le stesse caratteristiche precedenti garantisce un guadagno netto di 2,22 euro. Il tasso a regime è dello 0,10% lordo e anche il canone è gratuito. Per chi richiede il Conto Webank e accredita lo stipendio o la pensione oppure apre una linea vincolata a 12 mesi senza facoltà di svincolo anticipato con almeno 1000 euro, in regalo 120 euro di buoni carburante TotalErg.

A cura di: Paola Campanelli

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