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Perché disporre di un conto corrente?

25/11/2017

L’evoluzione dei pagamenti che presto imporrà di fare sempre a meno del contante richiede che si disponga di un conto corrente di appoggio per effettuare qualsiasi transazione di denaro. Di fatto sembra che i conti correnti agli italiani piacciono molto, tanto che negli ultimi tempi non li usano solo per le classiche operazioni quotidiane di pagamento e prelievo, ma anche come deposito per i risparmi accumulati.

Nella nostra news "Conto corrente: una sicurezza per i risparmiatori", parliamo di un’indagine condotta dal Centro Einaudi che ha evidenziato come un italiano su cinque colloca sul conto l’intera ricchezza finanziaria. Il riscontro è nell’Osservatorio ConfrontaConti.it che documenta in questa seconda parte dell’anno la crescita dell’importo medio detenuto sui conti, 12.342 euro contro gli 11.713 dello scorso semestre. In crescita anche la percentuale di titolari che detiene una cifra uguale o superiore ai 10.000 euro: è il 30,0% dei correntisti, quando nei primi sei mesi dell’anno era il 28,1%.

Un conto corrente serve sì a disporre della liquidità necessaria per le operazioni di routine, come ricevere lo stipendio, pagare le utenze senza uscire di casa, disporre o ricevere un bonifico, ma il crescente fenomeno dei conti online consente in alcuni casi di ottenere anche dei guadagni sul conto, tagliando le spese e approfittando delle condizioni sempre più competitive che le banche offrono per emergere nel mercato diventato molto agguerrito.

Dal canto del consumatore, occorre prima di scegliere fare attenzione alle condizioni a cui viene offerto il conto corrente. Prima di tutto, l’operatività, vale a dire la quantità di operazioni consentite: una soluzione “a pacchetto” è quasi sempre più conveniente e consente con un unico costo predefinito di includere nel costo un numero di operazione predefinite. Poi l’ISC, o Indicatore sintetico di costo, che contiene le spese complessive di gestione del conto e le commissioni al netto degli interessi, gli oneri fiscali e le commissioni su eventuali scoperti.

Sempre dall’Osservatorio arriva il dato sull’importante crescita del favore per i conti online, scelti dal 52,2% dei richiedenti, il valore più alto registrato dalla serie fin dal 2011, anno in cui la stessa percentuale riguardava chi aveva scelto sì un conto con operatività online, ma con la possibilità di recarsi in filiale per gestire la propria liquidità. Di fatto, attualmente chi sceglie un conto “solo filiale” è ancora in calo, solo il 7,8%. Il dato in aumento prescinde dall’età, visto che l’analisi dettagliata sulle fasce di utenti ci dice che anche tra gli over 55 la percentuale di chi richiede un conto da gestire online è alta, guadagnando ben 3,1 punti percentuali rispetto allo scorso semestre e passando dal 40,2% al 43,3%.

In "Conto corrente: come contenere i costi" ricordiamo quanto sia semplice cambiare conto corrente e sceglierne uno a costo praticamente nullo, necessariamente online. Se si passa a una nuova banca, sarà infatti questa a occuparsi della procedura: il trasloco dovrà avvenire entro 12 giorni lavorativi e in caso di ritardo è previsto un indennizzo di 40 euro, oltre a una somma a carico sempre della banca su base giornaliera e proporzionale al saldo del conto corrente, da corrispondere al suo intestatario.

Tornando alle rilevazioni dell’Osservatorio, vediamo anche la distribuzione geografica delle richieste di conti correnti. Lo sbilanciamento è ancora alto, con il 72,2% della domanda concentrata al Nord, il 15,8% nel Sud e nelle Isole e un 12,0% che invece arriva dal centro Italia. Interessante anche il dato sullo scoperto di conto, meglio conosciuto come fido che la banca mette a disposizione del correntista aprendo una linea di credito da utilizzare ogni qualvolta se ne abbia la necessità e non si abbia sul conto la liquidità sufficiente. Nel secondo semestre dell’anno, l’89,9% decide di non richiederla, contro il 10,1% che invece ne fa richiesta.

Ancora dal portale di ConfrontaConti.it arriva la possibilità di verificare come alcuni conti possono non solo ridurre realmente a zero i costi, ma anche offrire un piccolo guadagno se si rispettano alcune condizioni. Simulando la richiesta di un quarantenne con un saldo di 3.000 euro e addebito dello stipendio, se si sceglie un’operatività media di 60 operazioni l’anno, ecco le più valide soluzioni online al 14 di novembre.

Conto BancadinAmica garantisce Interessi netti per 33,21 euro con un Tasso lordo dell’1,00% e costi nulli, dal bollo alle carte di credito, dal canone ai prelievi, inclusi quelli Bancomat/VPay che sono gratuiti in tutta Europa.

A costo zero anche Conto Webank, che invece prevede un piccolo guadagno di 0,74 euro per un Tasso lordo dello 0,10%. Anche in questo caso i costi sono tutti nulli. Conto Webank unisce un conto corrente a zero spese per fare gratis e da casa le operazioni bancarie a un deposito di risparmio che fa crescere il rendimento grazie alle linee vincolate.

Minimi ricavi e quindi costi zero garantiti anche per Hello! Money di Hello Bank!. Gli interessi netti sono dello 0,22% e il Tasso lordo dello 0,01%. Riservato ai nuovi correntisti, il conto offre in regalo a tutti coloro che richiedono l'apertura del conto entro il 15 dicembre 2017, accreditino lo stipendio o la pensione oppure sottoscrivano la carta di credito Hello! Card entro il 30 aprile 2018, un Buono Amazon da 200 euro.

A cura di: Paola Campanelli

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