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Decreto concorrenza e conti: cosa cambia

28/11/2017

Il Ddl Concorrenza è diventato legge (n. 124/2017) lo scorso agosto, introducendo una serie di novità in parecchi settori, tra cui i conti correnti. Nello specifico, una delle modifiche più rilevanti riguarda l’obbligo per i notai di aprire un conto dedicato da utilizzare durante le compravendite immobiliari.

All’articolo 1, comma 63 e ss della legge sulla Concorrenza, è stato stabilito il così detto deposito del prezzo. In pratica al momento della compravendita di un’abitazione, le somme corrisposte dall’acquirente al venditore a titolo di pagamento delle imposte devono confluire su un apposito conto intestato al notaio. 

Su tale conto verranno depositati i tributi per cui il notaio è sostituto o responsabile di imposta, le spese anticipate per gli atti a repertorio ricevuti e autenticati soggetti a pubblicità immobiliare o commerciale, ogni somma affidatagli e soggetta ad obbligo di annotazione nel registro delle somme e dei valori (legge 64 del gennaio 1934).

La normativa ha effetto retroattivo e si applica anche ai compromessi stipulati prima del 29 agosto 2017, data in cui il Decreto è entrato in vigore. Il notaio dovrà possedere un conto corrente dedicato su cui far confluire il denaro ricevuto e le somme da custodire.

Chiaramente questa disposizione ha suscitato la necessità di alcuni chiarimenti circa la figura del notaio, il suo ruolo rispetto alla gestione del denaro e le caratteristiche del conto. Ad esempio, gli eventuali creditori del notaio non possono pignorare i soldi depositati su questo specifico conto, nè gli eredi del notaio, in caso di morte dello stesso, rivendicarne diritti. Un’altra precisazione va fatta in merito allo stato civile del notaio: in caso di matrimonio, tali importi non entrano nel regime di comunione dei beni.

In ogni caso il notaio è tenuto a custodire in deposito il saldo del prezzo che l’acquirente deve corrispondere al venditore fino alla trascrizione della vendita immobiliare, momento in cui il compratore perfeziona l’acquisto e si accerta dell’assenza di pendenze sull’immobile, come ad esempio ipoteche giudiziali, sequestri, pignoramenti, domande giudiziali, ecc.

Queste novità dovrebbero costituire una tutela per chi acquista l’immobile, poichè, in caso di intoppi burocratici, ipoteche o pignoramenti, le somme depositate sono più facilmente gestibili.

Il Decreto Concorrenza ha introdotto modifiche interessanti anche per quanto concerne i conti correnti privati. Ad esempio è stato introdotto un tetto ai costi per le chiamate all’assistenza clienti, che non potranno essere superiori a quelli di una telefonata urbana.

Sui conti correnti privati vale la pena aprire una parentesi: come evidenziato nella news "Fisco e conti correnti: le dritte per non incorrere in sanzioni", lo scorso 31 marzo c’è stata una vera svolta nell’ambito dell’evasione fiscale. 

A partire da questa data è scattato in questa data l’obbligo per banche, poste e istituti finanziari di attivare un flusso di informazioni verso l’Anagrafe Tributaria.

Si tratta di 500 milioni di dati sensibili sui conti correnti e ogni altro tipo di rapporto finanziario in essere dei contribuenti.

I conti correnti online ci permettono di monitorare costantemente la situazione e imparare a gestire i nostri risparmi in modo tale da non rischiare di incorrere nei controlli fiscali.

Nella news "Osservatorio conti correnti ConfrontaConti.it: gli ultimi dati 2017", la tendenze degli ultimi anni ci rivelano che il canale preferito dagli italiani per gestire il proprio denaro sia proprio quello online.

Individuare il conto corrente più adatto alle proprie esigenze è possibile facendo una simulazione sul comparatore ConfrontaConti.it oppure visitando la pagina delle migliori offerte.

Al 17 novembre, ipotizzando che un utente di 31 anni, con saldo medio attivo di 5.000 euro, canale di utilizzo online, frequenza di utilizzo media, accredito di stipendio o pensione, chieda di aprire un conto corrente, la miglior proposta è il conto di BancaDinamica, con ricavo 55,35 euro e tasso lordo a regime dello 0,10%.

A cura di: Alessia De Falco

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