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Imposta di bollo: quando viene addebitata?

Il bollo sui conti correnti rappresenta una delle imposte annuali che devono essere corrisposte indistintamente da persone fisiche o giuridiche, quindi sia dai correntisti privati sia dalle aziende, con importi differenti. L’imposta si applica all’emissione dell’estratto conto o del rendiconto.

17/01/2023
una mano fa i conti con la calcolatrice e l’altra regge delle banconote
L’imposta di bollo

Tra le spese previste per il conto corrente e il conto deposito, l’imposta di bollo è una delle più elevate.

Si tratta di un'imposta istituita a partire dal 2011, in seguito all'approvazione del Decreto Monti o Salva Italia (Legge N.201/2011), non uguale per tutti e non sempre applicata, ma che dipende da alcuni fattori, come ad esempio la giacenza media. La norma prevede casi di esenzione, che di seguito andiamo ad esaminare.

Le informazioni di dettaglio sono contenute nelle circolari n. 48 del 21 dicembre 2012 e n. 15 del 10 maggio 2013 dell’Agenzia delle Entrate, che ha fornito i relativi chiarimenti in materia di applicazione della nuova disciplina, a seguito dei quesiti emersi tra le associazioni di categoria del settore bancario e degli intermediari finanziari.

Imposta di bollo su conto corrente: cos’è e a quanto ammonta?

Come è possibile leggere anche nella guida sull'imposta di bollo, il bollo sui conti correnti rappresenta una delle imposte annuali che devono essere corrisposte indistintamente da persone fisiche o giuridiche, quindi sia dai correntisti privati sia dalle aziende, seppur con importi differenti.

L’imposta viene applicata al momento dell’emissione dell’estratto conto o del rendiconto ed è relativa al periodo rendicontato, anche in caso di apertura e chiusura in corso d’anno. Se non sono previsti rendiconti durante l’anno, l’imposta è applicata al 31 dicembre.

Nel caso dei privati, l’imposta di bollo ammonta a 34,20 euro; in caso, invece, di conti aziendali, arriva a 100 euro. L’imposta di bollo viene applicata sul singolo conto corrente: pertanto, se si è titolari di più conti, anche cointestati, andrà corrisposta su ciascuno di essi.

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Le esenzioni all’imposta di bollo

Esistono come abbiamo visto dei limiti all’applicazione dell’imposta: se il cliente è persona fisica, l’imposta non è dovuta quando il valore medio di giacenza non supera i 5.000 euro.
Il calcolo viene effettuato individuando il valore medio del conto, sommando i saldi giornalieri e dividendoli per il numero dei giorni di rendicontazione o di detenzione del rapporto. Sulla giacenza media si legga l'approfondimento dedicato, "Giacenza media: a cosa serve e come calcolarla".

In sintesi, l’imposta di bollo non viene applicata nei seguenti casi:

  • quando il valore medio di giacenza non supera i 5.000 euro;
  • quando gli estratti conto e i libretti sono intestati a titolari con saldo in rosso;
  • quando il correntista ha un ISEE inferiore a 7.500 euro e rientra nella categoria dei titolari esclusi dalle spese bancarie;
  • quando il correntista detiene un c/c presso un istituto di pagamento o IMEL, ovvero presso un'ente bancario che emette moneta elettronica.

I conti correnti online e l’imposta di bollo: quando non è prevista?

Alcuni conti correnti non prevedono il pagamento dell'imposta di bollo, che resta a carico della banca. Si tratta di un indiscutibile vantaggio per il consumatore, che dovrà individuare i conti correnti sul mercato che consentono questa agevolazione. Un modo per non perdere tempo e andare dritti all'obiettivo di risparmiare è confrontare i migliori conti correnti su ConfrontaConti.it. In pochi click è possibile avere una panoramica dei costi del conto e, attraverso la scheda prodotto, una sintesi delle caratteristiche principali.

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L’imposta di bollo è gratuita e a carico della Banca fino al 31 dicembre 2023, la carta di debito e i pagamenti contactless sono inclusi.

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A cura di: Paola Campanelli

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