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Imposta di bollo: quando viene addebitata

11/02/2018

Tra le spese previste per il conto corrente ed il conto deposito, l’imposta di bollo può essere una delle più elevate. Di che cosa si tratta? E’ una tassa istituita a partire dal 2011, in seguito all'approvazione del Decreto Monti  o Salva Italia (Legge N.201/2011). Essa non è uguale per tutti e non viene sempre applicata, ma dipende da alcuni fattori come ad esempio la giacenza media. Inoltre sono previsti casi di esenzione, che di seguito andiamo ad esaminare.

Le informazioni di dettaglio sono contenute nelle circolari n. 48 del 21 dicembre 2012 e n. 15 del 10 maggio 2013 dell’Agenzia delle Entrate, che ha fornito i relativi chiarimenti in materia di applicazione della nuova disciplina, a seguito dei quesiti emersi tra le associazioni di categoria del settore bancario e degli intermediari finanziari.

Imposta di bollo su conto corrente: cos’è e a quanto ammonta

Come spiegato anche nella nostra guida dedicata, il bollo sui conti correnti rappresenta una delle imposte annuali che devono essere corrisposte indistintamente da persone fisiche o giuridiche, quindi sia dai correntisti privati sia dalle aziende, seppur con importi differenti.

L’imposta viene applicata al momento dell’emissione dell’estratto conto o del rendiconto ed è relativa al periodo rendicontato anche in caso di apertura e chiusura in corso d’anno. Se non sono previsti rendiconti durante l’anno, l’imposta è applicata al 31 dicembre. 

Nel caso dei privati, l’imposta di bollo ammonta a 34,20 euro; nel caso invece dei conti aziendali, arriva a 100 euro. L’imposta di bollo viene applicata sul singolo conto corrente: pertanto, se si è titolari di più conti, anche cointestati, andrà corrisposta su ciascuno di essi.

Le esenzioni all’imposta di bollo

Esistono come abbiamo visto dei limiti all’applicazione dell’imposta: se il cliente è persona fisica, l’imposta non è dovuta quando il valore medio di giacenza non supera il valore di 5.000 euro.
Il calcolo viene effettuato individuando il valore medio del conto, sommando i saldi giornalieri del conto corrente e dividendoli per il numero dei giorni di rendicontazione o di detenzione del rapporto. Sulla giacenza media avevamo scritto un approfondimento dedicato, intitolato "Giacenza media: a cosa serve e come calcolarla".

In sintesi, l’imposta di bollo non viene applicata nei seguenti casi:

• quando gli estratti conti e i libretti sono intestati a intestatari con saldo in rosso;

• quando il correntista ha un ISEE inferiore a 7.500 euro e rientra nella categoria dei titolari esclusi dalle spese bancaria;

• quando il correntista detiene un c/c presso un istituto di pagamento o IMEL, ovvero presso un'ente bancario che emette moneta elettronica.

I conti correnti online e l’imposta di bollo: quando non è prevista

Molti conti non prevedono il pagamento dell'imposta di bollo, che resta a carico della banca. Si tratta di un indiscutibile vantaggio per il consumatore, che si trova così a risparmiare anche molti soldi. Come fare però a valutare quale conto fa al caso nostro? Semplice: attraverso una comparazione su ConfrontaConti.it. In pochi click è possibile avere una panoramica dei costi del conto e, attraverso la scheda prodotto, una sintesi delle caratteristiche principali.

Vediamo di seguito qualche esempio andando a dare un'occhiata alla sezione del sito dedicata ai migliori conti correnti. Al 31 gennaio, ipotizzando per un utente di 31 anni un saldo medio attivo di 5.000 euro, canale di utilizzo online, frequenza di utilizzo media, accredito di stipendio o pensione, tra le migliori proposte troviamo il conto Webank, con ricavo netto 2,22 euro e Tasso Lordo a regime pari a 0,10%. Tra i vantaggi troviamo il canone gratuito, 1000 euro di commissioni trading gratuite e 1000 euro di esenzione bollo per deposito titoli.

A cura di: Alessia De Falco

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