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Trasferimenti di denaro: le nuove sanzioni per chi non rispetta le norme

08/11/2018

Trasferimenti di denaro: le nuove sanzioni per chi non rispetta le norme

Si fa sempre più pressante la lotta all’evasione fiscale da parte del Governo, che arriva con le anticipazioni per il prossimo anno sui limiti di trasferimento del denaro e gli obblighi su assegni e depositi.

Gran parte delle disposizioni per il 2019 confermano i divieti già previsti per quest’anno, di cui abbiamo parlato anche nella nostra news “Assegni e contante, le linee guida riportate dall’ABI”, ma aumentano le pene pecuniarie inflitte a chi non rispetterà le disposizioni di legge.

Vediamoli uno a uno, facendo riferimento al testo che ABI (Associazione Bancaria Italiana) ha diffuso sulle principali regole di utilizzo del contante, degli assegni e dei libretti al portatore previste nell’aggiornato Decreto Legislativo 90 del 2017 contenente misure antiriciclaggio.

Assegni e contante

Il limite di denaro contante, libretti di deposito al portatore o titoli al portatore in euro o valuta estera (es. assegni che non contengano l’indicazione del beneficiario) trasferibile tra privati è di 3.000 euro, non aggirabile frazionando un pagamento in più tranche. Dai 3.000 euro in su i trasferimenti in contanti devono necessariamente passare attraverso una banca, Poste Italiane, o un intermediario finanziario, ed essere quindi tracciabili con strumenti nominativi: bonifici bancari, bonifici postali, carte di credito, pena una sanzione che varia da un minimo di 3.000 fino a 50.000 euro.

Le uniche eccezioni alla regola dei 3.000 euro riguardano i pagamenti effettuati nei confronti delle agenzie di viaggio e turismo e dei commercianti al dettaglio.

La clausola obbligatoria “non trasferibile”

Gli assegni bancari, circolari o postali di importo pari o superiore a 1.000 euro devono riportare - oltre a data e luogo di emissione, importo e firma - l’indicazione del beneficiario e la clausola “non trasferibile” e nel caso in cui la dicitura non sia presente sull’assegno, bisogna aggiungerla a mano. Le banche, alla luce delle disposizioni di legge, consegnano automaticamente alla clientela assegni con la dicitura prestampata di non trasferibilità, mentre chi intende utilizzare assegni in forma libera e per importi inferiori a 1.000 euro, può farlo presentando una richiesta scritta alla propria banca. L’assegno senza dicitura “non trasferibile” richiederà il versamento di un’imposta di bollo da 1,50 euro alla Banca, che provvederà poi a versare la cifra allo Stato.

Anche in questo caso la violazione dell’obbligo di apporre la clausola “non trasferibile” comporta una sanzione dai 3.000 ai 5.000 euro.

Libretti e conti anonimi

È vietata l’apertura di libretti di risparmio bancari e postali e conti correnti senza intestazione o con intestazione fittizia (e che possono essere liquidati direttamente a chi si presenta agli sportelli). Per chi li detiene, è obbligatoria l’estinzione entro il 31 dicembre 2018, mentre chi continuerà a usarli incorrerà in una sanzione che varia dal 10 al 40% del saldo.

È inoltre vietato il loro trasferimento, salvo inoltrare entro 30 giorni alla banca una comunicazione contenente tutti i dati per identificare l’intestatario del libretto e la data del trasferimento. La sanzione per i trasgressori va dai 250 ai 500 euro.

L’utilità dei conti online

Avere un conto online consente di tenere sempre controllo ogni movimento di denaro e disporre di strumenti di risparmio e di pagamento sempre rintracciabili. Oltre ad avere costi molto più contenuti, questi conti hanno il vantaggio di poter essere gestiti comodamente da casa e in mobilità. In più, un conto online può garantire ancora piccolissimi guadagni, cosa che è impossibile per un conto con una gestione in filiale.

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Tanti i conti a costo zero, come il Conto Quick del Banco Popolare di Bari, che garantisce prelievi illimitati in area Euro e carta gratuita per il primo anno (si pensi ai giovani in procinto di intraprendere una carriera lavorativa che non dispongono di uno stipendio da subito ma che lo avranno in un futuro vicino). Anche Conto Webank prevede costi zero e un minimo ricavo di 2,22 euro (esempio di rendimenti di un conto corrente con saldo medio attivo di 5.000 euro e accredito di stipendio), unendo un conto corrente a zero spese per fare gratis e da casa le operazioni bancarie a un deposito di risparmio che fa crescere il rendimento grazie alle linee vincolate.

A cura di: Paola Campanelli

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