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Come avvengono i controlli sui conti correnti?

03/02/2019

Come avvengono i controlli sui conti correnti?

I controlli sui conti correnti effettuati dall’Agenzia delle Entrate o dalla Guardia di Finanza sono vere e proprie indagini finanziarie, che hanno il fine di rintracciare operazioni di accredito, ricavi o compensi non giustificati e operazioni attive non fatturate. 

Per individuare le posizioni a rischio, l'organo preposto analizza le informazioni su saldi iniziali e finali del conto, nonché i valori medi di giacenza, quindi l'importo medio delle somme a credito del cliente in un dato periodo ragguagliato a un anno.

I controlli variano in base al titolare del conto

Nella guida “Controllo conti correnti: cos’è?” riportiamo che le verifiche sui conti per lavoratori dipendenti e disoccupati riguardano i versamenti di contanti e i bonifici ricevuti: tali somme, se non giustificate, si considerano redditi e quindi vengono tassate. Per questa categoria di contribuenti restano esclusi dagli accertamenti i prelievi di soldi effettuati allo sportello o al bancomat.

Il controllo su versamenti e bonifici è valido anche per i conti correnti degli imprenditori. Per quest’ultimi cambia la disciplina sui prelievi, che devono trovare una conferma analitica nella contabilità. L’accertamento non scatta se il prelievo non supera i 1.000 euro al giorno o comunque non va oltre i 5.000 euro in un mese.

Ricordiamo che per i titolari del conto vige l’inversione dell’onere della prova, perché sarà lo stesso contribuente a dover dimostrare che i soldi arrivati o versati sul proprio conto siano stati legalmente erogati oppure ricevuti.

Due modalità per effettuare i controlli

Un primo metodo consiste nella richiesta di documentazione alla banca o alle Poste da parte di chi esegue l’indagine, con l’intermediario che avrà l’obbligo di fornire tutte le informazioni e le certificazioni di cui l’accertatore necessita. I controlli basati sulla richiesta dei documenti possono partire solo previa autorizzazione: in particolare, se l’ufficio che effettua l’indagine è l’Agenzia delle Entrate, l’autorizzazione deve essere fornita dal direttore centrale dell’accertamento o dal direttore regionale dello stesso ente, mentre per la Guardia di Finanza l’autorizzazione deve essere firmata dal comandante regionale.

Il secondo tipo di controllo viene fatto senza alcuna richiesta all’istituto di credito. In questo caso, l’organo accertatore si collegherà tramite computer all’Anagrafe dei conti correnti, una sezione dell’Anagrafe tributaria dove sono indicati tutti i rapporti in essere tra l’intermediario e i propri clienti.

Come evitare eventuali sanzioni?

Oltre ad avere l’accortezza di conservare ogni ricevuta entro il limite dei cinque anni (termine previsto dalla legge), può essere utile per il contribuente utilizzare un conto online, in modo da avere sempre la tracciabilità dei movimenti in forma digitale.

I conti online hanno anche il vantaggio di essere particolarmente convenienti, in quanto il costo medio annuo è pari a 1/6 rispetto ai prodotti del banking tradizionale. Per avere un riscontro basta fare una verifica sul portale ConfrontaConti.it, il comparatore che individua i conti correnti più economici messi a disposizione dagli istituti di credito partner. Ad esempio, per un saldo di 5.000 euro e una media di 60 operazioni l’anno, si distingue la soluzione di Webank. Il Tasso a regime è dello 0,10% lordo, i costi fissi di canone, bollo, carte sono zero e così anche i costi variabili. La promozione in corso prevede l’omaggio di 120 euro in buoni carburante TotalErg, ma con il vincolo di accreditare lo stipendio o la pensione, oppure di aprire una linea vincolata a 12 mesi senza facoltà di svincolo anticipato (con almeno 1000 euro).

A cura di: Paola Campanelli

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