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Conti correnti: è default con 100 euro di scoperto

07/01/2021
Conti correnti: è default con 100 euro di scoperto

Non sarà un nuovo anno facile per chi è solito andare in rosso con il conto corrente o per chi, come molte famiglie in difficoltà a causa della pandemia, rischia di trovarsi in questa condizione.

Dal primo gennaio è entrata infatti in vigore la nuova definizione di default, così come previsto dalla normativa europea e dall’Eba, l’autorità bancaria europea. Niente di realmente nuovo, secondo quanto dichiara la Banca d’Italia, salvo una differente classificazione dei clienti correntisti dettata da un criterio di maggior prudenza per le banche.

Cosa succede dal primo gennaio se si va in rosso

Se si rimane senza liquidità sul conto, non saranno più possibili gli addebiti automatici: utenze, stipendi, imposte, contributi, rate dei finanziamenti, non potranno essere più corrisposti a scadenza in via automatica, come accade di regola con i conti correnti.

La nuova regola impone che dopo 3 mesi di conto scoperto e mancati pagamenti, e a partire dalla somma di 100 euro, la banca dovrà obbligatoriamente segnalare il titolare del conto corrente alla Centrale dei Rischi.

La norma detta infatti che sarà sufficiente il mancato pagamento di una somma, a partire proprio da 100 euro, per far scattare la segnalazione, con la conseguenza che basterà poco per risultare morosi nei confronti di fisco, Inps, società di gestione dell’energia e così via.

Cosa dovranno fare le banche

Bankitalia chiede ai singoli istituti di credito di comunicare le nuove norme in maniera più chiara possibile. Inoltre, ha diffuso attraverso il suo sito ufficiale le risposte alle domande più frequenti, ad esempio se con le nuove regole sia comunque consentito andare in rosso senza compromettere in via definitiva il rapporto con la banca. In questo caso, ad esempio, dipenderà dal tipo di contratto e dalla relazione con la banca, perché sarà a discrezione di questa concedere la facoltà di sconfinamento.

È sufficiente uno sconfinamento di 100 euro per essere segnalati in default?

È questo uno dei quesiti importanti a cui la Banca d’Italia risponde nel suo documento appena diffuso. Nel caso specifico, sottolinea che la segnalazione non è automatica, ma è necessario che lo sconfinamento superi la "soglia di rilevanza", cioè che superi contemporaneamente sia la soglia assoluta (100 o 500 euro, a seconda della natura del debitore) sia quella relativa (1% dell'esposizione) e che si protragga per oltre 90 giorni consecutivi (in alcuni casi, ad esempio per le amministrazioni pubbliche, 180 giorni).

Interessante anche la questione della classificazione del correntista in default come debitore “a sofferenza” nella Centrale dei Rischi, perché, per ricevere questo tipo di classificazione, bisogna che la banca valuti una situazione di difficoltà persistente e che ci arrivi dopo il verificarsi di più episodi e mai di un singolo evento, visto che si tratta di una classificazione compromettente per il futuro accesso al credito del cliente.

Quando si può evitare di diventare cattivi pagatori

Andare in rosso per somme molto contenute non è difficile. Basta una dimenticanza, un acquisto di troppo o un accredito inatteso sulla carta di credito e allora ecco che ci si trova in una situazione che rischia di creare disagi. Quando il “rosso” del conto non dipende da una reale e persistente difficoltà, è bene dotarsi di uno strumento che consenta di gestire al meglio i nostri soldi, cosa possibile in questo momento con i conti correnti online, che hanno il vantaggio di essere economici, facili da aprire e mantenere, e che consentono di avere sempre tutto sotto controllo, anche quando siamo fuori casa o lontani da una qualsiasi filiale della nostra banca.

Al contrario, i conti correnti online si gestiscono spesso in via esclusiva da remoto: è il caso ad esempio del Conto Corrente Widiba, completamente digitale e al costo di solo 18 euro l’anno.

Questo conto unisce in un unico prodotto un conto corrente online zero spese, un deposito di risparmio che consente di far fruttare la liquidità e un deposito titoli.

Zero le spese per i bonifici, le carte e ogni altro costo variabile, mentre a partire dal secondo anno il canone ha un costo di 20 euro, azzerabili al verificarsi di almeno una delle seguenti condizioni:

  • accredito dello stipendio per un importo non inferiore a 600 euro mensili;
  • giacenza media trimestrale di importo non inferiore a 5.000 euro.
A cura di: Paola Campanelli

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