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Conti correnti: la spesa sale a 94 euro nel 2021

Conti correnti più cari: la spesa sale a 94 euro. L'indagine di Banca d'Italia rivela che l'incremento è legato in buona parte alle spese per l'emissione e per la gestione delle carte di pagamento. A crescere anche le spese di gestione per i conti correnti online.

30/12/2022
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Conti correnti più cari nel 2021

Nel corso del 2021 la spesa per la gestione di un conto corrente è cresciuta di 3,8 euro e ha raggiunto l'importo di 94,7 euro. Lo rivela l’indagine sulla spesa dei conti correnti realizzata da Banca d’Italia nel mese di novembre 2022. La rilevazione è stata effettuata su più di 13.000 conti correnti bancari e 1.000 conti correnti postali. L’aumento è legato in buona parte alle spese per l’emissione e la gestione delle carte di pagamento. Ma a presentare il segno più, oltre alle spese fisse, vi sono anche quelle variabili che sono cresciute data la maggiore operatività della clientela.

Quanto costa un conto corrente online?

Più alta anche la spesa di gestione dei conti correnti online. Si è passati da 21,5 euro nel 2020 a 24,3 euro nel 2021. Un incremento di 2,8 euro rispetto all’anno precedente. Questi prodotti sono riservati principalmente a chi effettua operazioni attraverso internet, utilizzando un pc, uno smartphone o un tablet. Il rialzo è legato all’aumento della spesa per i canoni di base e per l’emissione delle carte di debito. Inoltre a influire anche l’incremento di spesa per i bonifici.

Gestire un conto corrente online è comunque più vantaggioso rispetto a un conto bancario convenzionale. Secondo l’indagine di Banca d’Italia il divario di spesa è di 70,4 euro. Nel 2020 la differenza di spesa era di 69,4 euro. A differenziare i due prodotti sono per lo più i costi dei canoni di base. Inoltre risulta più bassa, anche grazie ai canoni ridotti, la spesa per l’emissione e la gestione delle carte di pagamento. Se si fa un confronto tra conto corrente online e conto tradizionale è evidente anche una convenienza nelle spese variabili che risultano molto spesso gratuite nei conti online: è il caso di prelievi di contante presso gli ATM, bonifici online e pagamenti automatici.

L’incremento ha interessato anche i conti postali: si è passati da una spesa di 53 euro a una di 58 euro. Il rialzo è di ben 5 euro rispetto all’anno precedente. L’analisi rivela, in particolare, un aumento di 1,2 euro per le spese fisse e di 3,7 euro per le spese variabili. Un rincaro, quest’ultimo, causato soprattutto dal maggior numero di ricariche effettuate sulle carte prepagate. La differenza tra i conti postali e quelli ordinari resta ampia e pari a 36,7 euro. I clienti postali titolari di una carta di credito sono di gran lunga di numero inferiore (6,2 contro il 40,6 per cento). Inoltre tale utenza fruisce raramente di servizi come la tenuta di dossier titoli che portano inevitabilmente a un aumento delle spese fisse.

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Spese fisse e variabili

Rispetto al 2020, la spesa di gestione di un conto corrente è aumentata di 3,8 euro. E secondo l’indagine di Banca d’Italia si tratta del sesto aumento consecutivo. Le spese fisse ammontano a 66,9 euro e coprono il 71 per cento della spesa totale. Nel corso del 2021 le spese fisse sono aumentate di 2,8 euro data soprattutto l’emissione e la gestione delle carte di debito e delle carte di credito.

Le spese variabili influiscono per il 29 per cento e sono pari a 27,8 euro. Rispetto al 2020 sono cresciute di 1 euro nel 2021. Tale incremento è legato a un maggior numero di operazioni. Dall’indagine risulta, inoltre, che la spesa per il pagamento dell’imposta di bollo è stata di 17,4 euro nel 2021. Ammontava a 17 euro nel 2020. La spesa di gestione di un conto corrente appare naturalmente più elevata in caso di clienti più sofisticati, mentre più bassa per chi ha un profilo di operatività più semplice, come i giovani, le famiglie e i pensionati.

A cura di: Tiziana Casciaro

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