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Fisco: ecco come sono impiegate le tasse degli italiani

03/06/2020
Fisco: ecco come sono impiegate le tasse degli italiani

Sanità, istruzione, sicurezza, pensioni: ecco dove vanno a finire le tasse pagate dagli italiani. Il 20% dell’Irpef versato dai contribuenti finanzia la sanità, il 21% la previdenza, l’11% l’istruzione e l’8,9% la difesa, l’ordine pubblico e la sicurezza. A partire da quest’anno i cittadini che presenteranno la dichiarazione precompilata 2020, o che accederanno al proprio cassetto fiscale, potranno conoscere come lo Stato ha utilizzato le imposte che hanno pagato. Si tratta di una nuova funzionalità, voluta dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, nell’ambito di una politica tesa ad avvicinare lo Stato al cittadino e di fornire un servizio sempre più trasparente.

La ‘Dichiarazione Precompilata 2020’

Secondo le intenzioni dell’Agenzia delle Entrate, in particolare, “sarà così possibile verificare nel dettaglio come ognuno ha contribuito alle spese dello Stato, alimentando al contempo il rapporto di trasparenza e collaborazione tra contribuente e Amministrazione finanziaria”. Come si accede ai dati? I contribuenti che utilizzeranno la ‘Dichiarazione Precompilata 2020’, e che hanno presentato una dichiarazione dei redditi nell’anno precedente, visualizzeranno, all’apertura dell’applicazione, un prospetto informativo (grafico e tabella) sulla destinazione delle imposte alle varie voci di spesa. Le informazioni saranno rese disponibili anche sul Cassetto Fiscale.

Sostegno anche a favore di ambiente, cultura e sport

Secondo una nota dell’Agenzia delle Entrate, “circa il 21% delle tasse pagate dai contribuenti Irpef va a finanziare le pensioni, mentre il 20% la sanità. Al terzo posto l'istruzione, a cui indirizziamo l'11% delle tasse pagate. A seguire, l’8,9% di quanto versato è diretto a sostenere la difesa, l’ordine pubblico e la sicurezza, mentre il 6,09% ha come obiettivo il sostegno all’economia e al lavoro”. E ancora, secondo la nota, il 4,8% viene diretto ai trasporti, il 2,4% alla protezione dell’ambiente e il 2,2% alla cultura e allo sport.

La fonte dei dati

Per l’individuazione delle voci di spesa, d’accordo con la Ragioneria Generale dello Stato, l’Agenzia delle Entrate spiega che si è fatto riferimento alla classificazione COFOG (Classification of the Functions of Government), che rileva le spese indipendentemente dal fatto che si riferiscano a capitoli direttamente collegati al Bilancio dello Stato o ai bilanci delle Regioni o Enti locali. I dati sono stati elaborati dall’Ispettorato Generale del Bilancio del dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato.

I lombardi i più ‘generosi’ con il fisco

Ma chi paga più tasse? Sono i cittadini lombardi a versare di più al fisco italiano. Nel 2017 (ultimo anno in cui i dati sono disponibili), secondo l’elaborazione effettuata dalla Cgia di Mestre, ogni residente di questa regione ha pagato mediamente 12.297 euro tra tasse, imposte e tributi. Come termine di paragone c’è una media nazionale che si è attestata in quell’anno sui 9.168 euro. Dietro ai lombardi si piazzano i valdostani con 11.480 euro, gli abitanti del Trentino Alto Adige con 11.297 euro e gli emiliano-romagnoli con 11.252 euro. Fanalino di coda la Calabria, dove ogni residente ha pagato all’erario mediamente 5.516 euro, preceduta solo di poco dalla Sicilia (5.706 euro).

Il peso del Fisco nel nostro Paese

La pressione fiscale nel nostro Paese è tra le più elevate del mondo occidentale: l’Ocse la stima attorno al 42,1% e la Cgia di Mestre al 48%. Nel 2018, secondo i dati forniti da quest’ultima, gli italiani hanno pagato 33,4 miliardi di euro di tasse in più rispetto all’ammontare complessivo medio versato dai cittadini dell’Unione Europea. Si tratta di un differenziale che “pesa” quasi 2 punti di Pil. In termini pro capite, invece, abbiamo corrisposto al fisco 552 euro in più rispetto alla media dei cittadini europei.

A cura di: Fernando Mancini

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Parole chiave: tasse, irpef, agenzia delle entrate
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