I costi nascosti dell'addebito diretto delle tasse sul conto corrente
Da qualche anno è possibile collegare l'IBAN del proprio conto corrente alle scadenze fiscali, in modo da permettere l'addebito diretto di quanto dovuto. Il servizio punta a semplificare il rapporto tra Fisco e contribuenti, ma può comportare dei rischi da valutare con attenzione.
⏰In 30 secondi:
- Tasse automatiche: pagamenti più semplici ma meno controllabili
- Rischio liquidità: fondi insufficienti possono generare costi e sanzioni
- Serve pianificazione: monitorare il conto evita insoluti e problemi col Fisco
Il processo di modernizzazione e digitalizzazione dell'Agenzia delle Entrate ha portato, nel 2024, all'arrivo degli addebiti automatici di imposte, contributi e altre somme sul conto corrente. Il servizio, denominato I24, consente di automatizzare i pagamenti ricorrenti, rateizzati e predeterminati che hanno scadenze future. Ora sul tavolo c'è l'ipotesi di allargare il servizio a nuove tipologie di adempimenti.
Come funziona l'addebito automatico delle tasse
Anziché pagare singolarmente ogni versamento da fare all'Agenzia delle Entrate tramite il modello F24, il contribuente in certi casi può decidere di autorizzare il Fisco ad addebitare il pagamento sul conto corrente. Si possono pagare con questa modalità l'imposta di successione rateizzata, ad esempio, ma anche le rate previste dal piano di rottamazione delle cartelle esattoriali e i versamenti previdenziali periodici.
Per usare il servizio è sufficiente associare l'IBAN agli adempimenti dovuti che hanno scadenze future (fino a un massimo di 5 anni). Questa modalità offre dei vantaggi per tutte le parti:
- Il Fisco può incassare le tasse molto più velocemente e può recuperare più risorse;
- I contribuenti possono velocizzare i pagamenti, evitando anche addebiti ulteriori in caso di ritardi o dimenticanze;
- Le banche possono disporre di più dati e possono incassare delle commissioni per l'insoluto nel caso in cui i pagamenti programmati non vadano a buon fine per mancanza di liquidità.
Possibile estensione e rafforzamento del servizio
Nell'atto di indirizzo del MEF per il triennio 2026-2028 si dice che il servizio sarà "progressivamente evoluto". La novità più probabile è un allargamento dei casi in cui è possibile ricorrere ai pagamenti automatici, includendo anche gli accertamenti fiscali e le regolarizzazioni richieste dal Fisco con le lettere di compliance e la generalità dei versamenti di tributi, contributi e imposte.
Al momento il servizio è ancora limitato ai casi introdotti nel 2024 e bisognerà aspettare gli interventi normativi dedicati per conoscere termini e tempistiche dell'entrata in vigore delle novità.
Rischi di costi maggiori e crisi di liquidità per i contribuenti
Da un lato gli addebiti sul conto corrente semplificano la vita dei contribuenti, che in questo modo non rischiano di pagare in ritardo a causa di una dimenticanza e possono automatizzare i pagamenti ricorrenti.
Dall'altro lato, però, questo meccanismo nasconde dei pericoli, specialmente per le piccole imprese e i titolari di partita IVA, che possono rimanere a corto di liquidità nei giorni attorno alla data di pagamento.
Entro il terzultimo giorno lavorativo precedente alla scadenza, l'addebito può essere revocato. In questo caso si può decidere di cancellare uno solo o più addebiti di quelli programmati.
Nel caso in cui l'addebito non vada a buon fine perché il conto corrente non dispone di fondi sufficienti, è probabile che la banca applichi una commissione per l'insoluto, mentre il Fisco farà scattare le sanzioni previste dalla normativa e avvierà in tempi rapidi le procedure di recupero.
L'importanza della pianificazione fiscale e della gestione della liquidità
Chi vuole avvalersi del servizio di addebito automatico delle tasse sul conto corrente senza correre rischi deve adottare un'attenta strategia di gestione della liquidità, facendo una pianificazione il più precisa possibile delle entrate e delle uscite e assicurandosi di avere abbastanza denaro per coprire gli addebiti che verranno fatti dal Fisco.
Anche ridurre al minimo i costi bancari di gestione del conto corrente aiuta ad avere una buona gestione della liquidità. In questo senso, è fondamentale riuscire a scegliere un conto corrente le cui caratteristiche rispecchino al meglio il proprio livello di operatività.
Si possono valutare i conti correnti gratuiti, spesso ideali per chi fa poche operazioni al mese, o i conti correnti online più completi, in genere con costi inferiori rispetto ai prodotti proposti dalle banche tradizionali.