Documenti del conto corrente: quali la banca non è tenuta a conservare
Con una sentenza emessa a giugno, la Corte d'Appello di Firenze ha chiarito per quanto tempo la banca deve conservare i documenti del conto corrente. Ha inoltre ribadito che, in caso di controversia, spetta al cliente dimostrare la fondatezza delle richieste.
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- La banca conserva i documenti del conto corrente per un massimo di 10 anni.
- Il cliente deve conservare i documenti utili per eventuali contestazioni.
- In caso di causa spetta al correntista dimostrare le proprie richieste.
Quando si ha bisogno di risalire a un movimento bancario o a un'informazione contenuta nel contratto di conto corrente può capitare di pensare di rivolgersi alla banca, presumendo che l'istituto finanziario abbia una copia di tutta la documentazione relativa al conto dal momento dell'apertura a oggi. In realtà l'obbligo della banca di conservare i documenti è molto più limitato nel tempo e a chiarirlo definitivamente è stata la sentenza n. 2403 emessa il 29 giugno 2026 dalla Corte d'Appello di Firenze.
Quali sono i documenti del conto corrente che la banca deve conservare?
In base a quanto stabilito dal Testo Unico Bancario (TUB), la banca deve conservare i documenti relativi ai rapporti di conto corrente e metterli a disposizione del cliente nei limiti stabiliti dalla legge. L'obbligo riguarda tutti i documenti prodotti nell'arco degli ultimi 10 anni e comprende, ad esempio:
- Il contratto di apertura del conto corrente;
- Gli estratti conto;
- La lista delle movimentazioni del conto;
- Le comunicazioni riguardanti modifiche al contratto di conto corrente;
- Comunicazioni periodiche o straordinarie della banca.
L'obbligo di conservazione è a garanzia delle parti e risponde all'esigenza di favorire la trasparenza dei rapporti tra banca e cliente.
La sentenza, nello specifico, fa riferimento alla controversia tra un correntista e una banca, relativamente alla richiesta di ricostruzione del saldo del conto. La Corte ha ribadito un principio importante, cioè che la banca non è tenuta a conservare la documentazione senza limiti di tempo.
Quanto tempo conservare i documenti bancari
L'obbligo di conservazione documentale per la banca non è a tempo indeterminato, ma riguarda soltanto gli ultimi 10 anni. Le banche possono quindi eliminare la documentazione che risale più indietro nel tempo.
Per i clienti non esiste un termine temporale esplicito di conservazione, ma è comunque consigliabile conservare la documentazione bancaria per almeno 10 anni, in modo da poterla produrre in caso di contestazioni o di richieste di verifica. In ogni caso, è comunque consigliabile conservare anche oltre il termine decennale il contratto di apertura del conto, gli estratti conto periodici e gli eventuali documenti relativi alla richiesta di chiusura del conto corrente.
La conservazione può avvenire sia in formato cartaceo sia in formato digitale e consente di ricostruire i flussi in entrata e in uscita dal conto, verificare se sono state applicate correttamente le condizioni economiche concordate o dimostrare eventuali irregolarità.
Il cliente può chiedere una copia della documentazione riguardante il proprio rapporto di conto corrente rivolgendosi direttamente alla banca. In questo caso l'istituto deve evadere la richiesta nei termini previsti dalla normativa e può addebitare soltanto i costi di produzione della copia. Molti conti correnti online consentono di consultare e scaricare automaticamente dall'home banking una copia del contratto, gli estratti conto e altri documenti rilevanti.
L'onere della prova è a carico del cliente
In caso di controversie con la banca, spetta al cliente dimostrare la fondatezza delle proprie richieste e produrre i documenti a supporto.
Può capitare, ad esempio, che un cliente contesti un addebito, che ritenga ci sia stato un errore nel calcolo degli interessi oppure che ritenga illegittima una clausola inserita nel contratto. In casi del genere, è il cliente che deve presentare al giudice una copia del contratto o un estratto conto a sostegno della propria tesi.
Nel caso in cui il cliente non ha una copia di questi documenti può chiederli alla banca, che è tenuta a fornirla solo se il periodo a cui risale l'operazione contestata cade negli ultimi 10 anni. Se la banca non ha più i documenti, il cliente non può pretendere in automatico di vedere accolta la propria richiesta.
Se la banca non ha rispettato gli obblighi di conservazione stabiliti dalla legge, questo può costituire un elemento a favore del correntista, ma non è detto che ciò comporti automaticamente la vittoria della controversia da parte del cliente. La mancanza della documentazione non trasferisce l'onere della prova, che rimane in capo al correntista. Sarà il giudice, valutando tutti gli elementi raccolti, a decidere se la richiesta del correntista può essere accolta oppure no.