Poste e l'OPAS su TIM: cosa c'è da sapere
L'offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Poste Italiane sul totale della azioni circolanti di TIM è destinata a ridisegnare il mercato italiano in ambito finanziario e delle telecomunicazioni. Gli azionisti TIM hanno tempo fino all'11 settembre per aderire.
⏰ In 30 secondi:
- Poste punta a TIM con un'OPAS aperta agli azionisti fino all'11 settembre.
- Il corrispettivo prevede denaro e azioni Poste per ogni azione TIM ceduta.
- L'operazione mira a creare un gruppo integrato tra telecomunicazioni e servizi finanziari.
Il 20 luglio si è aperta la finestra di adesione all'OPAS di Poste Italiane su TIM. Gli azionisti della compagnia telefonica potranno aderire entro l'11 settembre e, a fronte della cessione delle azioni, riceveranno un corrispettivo in denaro e una quota di azioni di Poste. L'operazione, che ha avuto l'ok da parte della Consob, dovrebbe generare forti sinergie nei prossimi anni.
Cosa cambia con l'OPAS di Poste Italiane su TIM
Attraverso l'offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria e volontaria, Poste Italiane punta ad acquisire la totalità delle azioni TIM. L'offerta destinata agli azionisti della compagnia telefonica riguarda in particolare le azioni circolanti, pari a poco meno dell'80% del capitale complessivo di TIM.
Poste Italiane ha previsto un corrispettivo misto per gli azionisti TIM. Per ogni azione viene riconosciuto:
- 1,67 euro in contanti;
- 0,218 azioni Poste Italiane.
Il periodo di adesione è iniziato il 20 luglio e rimarrà attivo per 40 giorni di Borsa aperta, quindi fino all'11 settembre, salvo proroghe. Si prevede la possibilità di prorogare l'adesione per un massimo di cinque sedute.
L'operazione è stata approvata dai rispettivi consigli di amministrazione delle società coinvolte e dalla Consob. Con l'acquisizione di TIM da parte di Poste Italiane si verrebbe a creare un grande gruppo integrato che propone al mercato servizi finanziari e di telecomunicazione, in grado di sostenere e incentivare la trasformazione digitale del Paese.
Nei primi giorni gli azionisti TIM hanno risposto in maniera tiepida all'operazione: al 28 luglio sono state presentate poco più di 10 milioni di richieste di adesione, pari allo 0,6% del capitale.
I vantaggi per gli azionisti TIM
L'offerta presentata da Poste Italiane presenta diversi vantaggi per gli azionisti TIM:
- Permette di ottenere liquidità e di smobilizzare l'investimento;
- Offre un premio rispetto all'ultimo prezzo di mercato di TIM;
- Consente di ottenere azioni di Poste Italiane, che diventerà un importante player sul mercato delle telecomunicazioni, finanziario e digitale;
- Permette di ottenere dividendi che secondo gli analisti saranno superiori rispetto a quelli riconosciuti negli ultimi anni da TIM.
Chi ha nel proprio portafoglio delle azioni TIM dovrebbe quindi valutare attentamente la situazione e considerare i pro e i contro dell'operazione. Sebbene l'acquisizione di TIM sia strategica e ambiziosa, non è esente da rischi che vanno tenuti in conto per decidere in merito all'adesione all'OPAS.
La nascita di un grande gruppo integrato
Gli attori coinvolti in questa operazione di finanza straordinaria operano in settori economici strategici e hanno attività potenzialmente complementari. Se l'acquisizione di TIM dovesse andare in porto, nascerebbe un grande gruppo attivo nelle telecomunicazioni, nei servizi finanziari e nelle soluzioni digitali.
Grazie alla rete commerciale e territoriale di entrambe le società, il nuovo gruppo potrebbe offrire ai clienti un ecosistema più ampio di servizi, combinando la connettività di TIM con le attività finanziarie e assicurative già sviluppate da Poste Italiane.
Il comparto finanziario è uno degli elementi centrali della strategia di Poste che attraverso BancoPosta gestisce già conti correnti, servizi di pagamento, prodotti di risparmio e altre soluzioni finanziarie. Nell'immediato per chi ha aperto o decide di aprire un conto corrente postale non cambia nulla, dal momento che attualmente l'operazione coinvolge esclusivamente gli azionisti TIM.
Secondo le previsioni contenute nel piano industriale, attraverso lo sviluppo di nuove offerte digitali e servizi integrati, il nuovo gruppo genererà sinergie per 700 milioni di euro nei primi 3 anni di attività.
I rischi dell'operazione
L'acquisizione di TIM da parte di Poste Italiane presenta ottime opportunità sul piano strategico, ma anche diversi rischi.
Innanzitutto, c'è chi ritiene l'operazione problematica a causa delle possibili difficoltà conseguenti all'integrazione societaria. L'integrazione tra aziende così grandi è di per sé complessa, dal momento che ci sono strutture organizzative, sistemi informatici e modelli di business che devono essere uniformati.
Ci sono poi preoccupazioni legate alla gestione dei dati personali e alla tutela della privacy degli utenti. La possibile integrazione dei servizi offerti dalle due società richiede elevati standard di sicurezza, dal momento che sono in ballo dati sensibili riguardanti i prodotti finanziari e le soluzioni di pagamento.
Inoltre, non va trascurata la situazione finanziaria di TIM, che presenta un forte profilo di indebitamento.
Infine, va considerato che le previste sinergie non saranno prodotte nell'immediato ma saranno necessari anni affinché si mettano in moto i processi necessari a raggiungere quegli obiettivi.