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La tassa sui conti correnti non slitta

07/07/2020
La tassa sui conti correnti non slitta

La tassa sui conti correnti non è slittata come le altre scadenze fiscali. È stata, infatti, scalata in automatico l’imposta di bollo sui conti correnti. Così come avviene, ormai, ogni anno, a fine giugno i correntisti si ritrovano a far fronte al pagamento dell’imposta. In molti speravano che l’emergenza coronavirus facesse spostare la scadenza a settembre, ma le speranze dei risparmiatori non si sono affatto avverate.

L’importo viene prelevato, tutti gli anni e a fine giugno, direttamente dallo Statoù, sia per i conti correnti che per i libretti di risparmio bancari e postali. La somma non va versata, ma viene detratta dalle banche e dalle Poste in qualità di sostituti d’imposta.

Cos’è l’imposta di bollo sui conti

Entrata in vigore da ormai otto anni, l’imposta di bollo sui conti correnti viene applicata ai titolari dei conti. L’imposta si applica sia alle persone fisiche ed ha un costo di 34,20 euro che alle società e alle associazioni con un costo di 100 euro.

Si tratta, infatti, di una tassa patrimoniale obbligatoria che ha un costo fisso e che non dipende, dunque, dalle giacenze presenti sui conti correnti o sui libretti di risparmio.

Non mancano, naturalmente, delle eccezioni. Se, ad esempio, il conto corrente ha un limite di giacenza inferiore ai 5mila euro, il titolare non dovrà affrontare alcun tipo di spesa. Stesso copione anche per chi risulta titolare di carte prepagate, sebbene con Iban bancario o di conti Paypal. Risulta esente dal pagamento della tassa anche chi ha un Isee inferiore ai 7.500 euro.

Un altro caso per cui l’imposta di bollo non è dovuta è quella dei conti correnti base, ossia un prodotto di risparmio che non richiede le stesse spese di un tradizionale conto corrente. Istituito nel 2011, questo strumento di pagamento è destinato a chi ha un Isee inferiore ai 7.500 euro.

Sono previste inoltre delle rateizzazioni in base al tipo di conto corrente che si possiede. Con una rendicontazione trimestrale, il correntista ha dovuto pagare soltanto 8,55 euro nel caso di persona fisica. I soggetti giuridici, invece, lo scorso 30 giugno hanno visto prelevare dal conto 25 euro, corrispondente ad un quarto della somma totale.

Le scadenze

Il mese di giugno non è stato il mese preferito per i contribuenti che hanno dovuto fare i conti con diverse scadenze fissate per questo periodo dell’anno, oltre che con le conseguenze assai amare del lockdown, imposto dal governo per far fronte alla diffusione del coronavirus.

Il versamento dell’imposta di bollo sui conti correnti non è stato l’unico appuntamento fiscale da segnare sul calendario dei risparmiatori. Tra le altre spese anche l’Imu e il bollo dell’auto.

Risale, intanto, proprio a poche ore fa la notizia dell’arrivo di uno sconto fino al 20 per cento sull’Imu. I destinatari del taglio sono tutti coloro che scelgono la domiciliazione bancaria come modalità di pagamento. L’emendamento “premio a chi paga” è stato approvato in commissione Bilancio alla Camera ai fini di contrastare l’evasione fiscale.

Anche il termine ordinario per pagare acconto e saldo Irpef è stato fissato per lo scorso 30 giugno. È andata, però, meglio per gli Isa e i forfettari; nei giorni scorsi una nota del ministero dell'Economia ha annunciato la proroga scadenza versamenti Unico 2020 al 20 luglio: “Per tener conto dell’impatto dell’emergenza COVID-19 sull’operatività dei contribuenti di minori dimensioni e, conseguentemente, sull’operatività dei loro intermediari, è in corso di emanazione il DPCM che proroga il termine di versamento del saldo 2019 e del primo acconto 2020 ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA, per i contribuenti interessati dall’applicazione degli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA), compresi quelli aderenti al regime forfetario. Il termine di versamento in scadenza il 30 giugno sarà prorogato al 20 luglio, senza corresponsione di interessi”.

A cura di: Tiziana Casciaro

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