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Pagamenti digitali: presto potrebbero superare i contanti

16/11/2022
giovane effettua spese al supermercato con carta

Crescono del 22% nei primi sei mesi dell’anno i pagamenti digitali in Italia rispetto al 2021, facendo arrivare il transato a 182 miliardi di euro. Prima del Covid, tra il 2016 e il 2019, la crescita dei pagamenti elettronici era stata del 10,8%.

Le stime danno per fine anno un valore che potrebbe raggiungere la soglia dei 400 miliardi, rappresentando oltre il 40% del totale speso. Entro la fine del 2022 dunque, si potrebbe equiparare il transato pagato con strumenti digitali a quello pagato in contanti, che ormai rimane sotto la soglia del 50%.

Sono dati che emergono dall’ultimo Osservatorio Innovative Payments della School of management del Politecnico di Milano, che rileva anche come le operazioni di Cashback abbiano solo fatto aumentare il numero delle transazioni a 3,8 miliardi, +19% rispetto al primo semestre 2021, ma non del transato, e questo a causa delle operazioni di basso importo accumulate.

Come crescono i pagamenti con le carte

Carte di credito, carte prepagate, bancomat continuano a crescere nella prima parte del 2022 anche se in misura differente. Nello specifico, i pagamenti tramite carte fanno registrare una crescita del transato così suddivisa:

  • carte prepagate +19%;
  • carte di debito +24%;
  • carte di credito +21%.

Crescono anche i prelievi di contanti da ATM, del 14% e per un totale di 85 miliardi di euro.

Le modalità di pagamento preferite dagli italiani

In testa alle preferenze degli italiani per pagare nei negozi c’è la modalità contactless, che occupa il 64% delle transizioni digitali, registrando un incremento del 49% nel primo semestre 2022. Per la fine dell’anno si stima una crescita dei pagamenti contactless tra +40% e +49%.

Tuttavia a far rilevare la crescita più importante sono i pagamenti tramite dispositivi, smartphone, smartwatch e altri wearable device, che fanno registrare un aumento di +139% negli ultimi 12 mesi e un valore complessivo di 6 miliardi di euro nel primo semestre dell’anno. Quasi il 90% sono pagamenti effettuati con la tecnologia contactless NFC, mentre la parte restante è effettuata con app che si basano su altre tecnologie come i Qr Code o la geolocalizzazione.

L’obbligo del POS per favorire il digitale

È stata la manovra recente più importante studiata per favorire la diffusione dei pagamenti digitali e l’abolizione del contante: l’introduzione dell’obbligatorietà del POS.

Dallo scorso 30 giugno è entrato in vigore l’obbligo per gli esercenti di accettare pagamenti elettronici, esteso a tutti coloro che offrono prodotti e servizi al pubblico, inclusi gli studi professionali. La maggiore diffusione ha portato anche la riduzione del prezzo.

Come scriviamo nella news “POS obbligatorio ma molto meno caro”, rispetto a 5 anni fa si è ridotta di circa 44 euro la spesa per acquistarlo e anche il canone mensile di circa 12 euro.

Secondo Matteo Risi, ricercatore dell’Osservatorio Innovative Payments “i pagamenti digitali potranno crescere presto ancora di più proprio perché favoriti dall’introduzione delle sanzioni legate all’obbligo POS, abbattendo così ulteriormente le barriere psicologiche dei consumatori nel decidere di pagare in elettronico. Se la crescita dei consumi, considerando l’effetto inflattivo, sarà simile a quella del primo semestre, i pagamenti elettronici potrebbero superare la quota del 40% sul totale dello speso degli italiani”.


A cura di: Paola Campanelli

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