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Pagamenti: stabili la puntualità e i ritardi gravi

08/11/2022
azienda impegnata in un pagamento online

Il sistema dei pagamenti delle imprese italiane non sembra avere risentito finora contraccolpi dalla fiammata dell’inflazione e dall’aumento dei tassi (fattori che però potrebbero pesare negli ultimi mesi dell’anno). Infatti, secondo lo studio dei pagamenti di CRIBIS (gruppo CRIF) relativi al terzo trimestre di quest’anno, i ritardi gravi (oltre i 30 giorni dalla scadenza) accumulati dalle imprese italiane a settembre risultavano stabili, con una quota pari al 9,1% rispetto al totale e significativamente migliore rispetto ai livelli riscontrati nel 2020 (12,8%). Così come è risultata stabile anche l’incidenza dei pagamenti puntuali: al 40,7% del totale, complessivamente in linea con quanto registrato nel secondo trimestre (40,6%) e in recupero sul 2020 (35,7%).

+7,1% annuo i pagamenti puntuali nel terzo trimestre

Tra luglio e settembre è stato registrato un miglioramento della qualità dei pagamenti, sia rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sia rispetto al primo trimestre del 2019, ultimo anno al netto degli effetti della pandemia. In numeri: i pagamenti puntuali in questi tre mesi sono cresciuti del 7,1% nei confronti dello stesso periodo del 2021 e del 16,6% rispetto al 2019. Secondo la ricerca, hanno concorso a formare la media imprese di diverse dimensioni, con ritardi gravi che variano a seconda della grandezza dell’azienda, arrivando ad attestarsi al 4% nel caso delle grandi imprese (oltre i 250 dipendenti). Dietro questa performance ci sono in particolare i settori legati alla stagione estiva, soprattutto quelli legati al turismo e all’entertainment.

Virtuoso il Nord Est, più criticità per Sud e Isole

Per quanto riguarda le macroaree geografiche, l’analisi conferma che il Nord Est è l'area più affidabile col 47,8% di puntualità (stabile dal secondo trimestre) e il 6,1% di ritardi gravi (6,4%). Un trend che si conferma da anni. Tra le regioni più virtuose spiccano, molto al di sopra della media nazionale, Lombardia (50,6% di imprese puntuali), Emilia-Romagna (48%), Veneto (48%), Friuli Venezia-Giulia (47,1%). Sud e Isole continuano a mostrare le maggiori criticità, col 28,1% di pagamenti regolari e il 14,6% di ritardi gravi, anche se c’è un lieve miglioramento rispetto al trimestre precedente (quando i pagamenti puntuali e i ritardi gravi si attestavano rispettivamente a 27,6% e 15,2%). In fondo alla classifica ci sono le regioni dove si paga meno puntualmente: Sicilia e Calabria (24,2%), Campania (28,6%) e Sardegna (29,4%).

Servizi finanziari puntuali, meglio manifatturiero e costruzioni

Dallo studio di CRIBIS emerge che fra i settori più virtuosi nei pagamenti spiccano i servizi finanziari con una percentuale del 53,5% dei pagamenti puntuali a fronte del 6,9% dei ritardi gravi. Vanno bene anche i settori manifatturiero (44,8% di puntualità) e delle costruzioni (45,8%), con ritardi gravi rispettivamente nel 6,4% e 6,9% dei casi. Agricoltura e commercio al dettaglio migliorano lievemente rispetto al trimestre precedente, ma continuano tuttavia a risentire degli effetti dell’inflazione, degli aumenti dei prezzi delle materie prime e delle tensioni macroeconomiche e geopolitiche. In questi ambiti emerge infatti la concentrazione più bassa di pagamenti puntuali (38,1% e 30,8%) e la maggior incidenza di ritardi gravi (11,2% e 13,2%) sul totale.


A cura di: Fernando Mancini

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Parole chiave: crif, cribis, pagamenti
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