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Rimborso 730, cifra record dal Fisco: 22,4 miliardi nel 2023

Dall’IRPEF all’IVA: l’Agenzia delle Entrate ha restituito a cittadini e imprese un totale di 22,4 miliardi di euro lo scorso anno. Un primato: +12% rispetto al 2022. E per farsi accreditare i rimborsi fiscali, ecco come i contribuenti possono trovare i conti correnti più vantaggiosi del mese.

25/01/2024
primo piano di computer con modello 730 da compilare
L'Agenzia delle Entrate ha restituito 22,4 miliardi di euro di rimborsi fiscali

Stavolta l’Erario consegna agli italiani un primato: oltre 22,4 miliardi di euro di rimborsi fiscali nel 2023, pari a 3,4 milioni di pagamenti effettuati da parte dell’Agenzia delle Entrate, 55.000 in più dell’anno precedente. Così cittadini e imprese si sono visti accreditare le somme dovute (anche con il modello 730). Sulla base dei propri conteggi, lo stesso Ente di riscossione dei tributi fa sapere che, lo scorso anno è stato il “miglior risultato di sempre”, con 2,5 miliardi in più di rimborsi rispetto al 2022, pari al +12%.

Rimborso 730 e IVA: gli accrediti diventano più veloci

Il direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, chiarisce che i rimborsi richiesti con un modello 730 che risulta regolare sono erogati entro il secondo mese successivo dall’invio della dichiarazione dei redditi. I rimborsi IVA, invece, sono disposti nell’arco di 70 giorni in media dalla richiesta, e l’accredito diretto sui conti correnti delle imprese avviene nel giro di pochi giorni dall’accettazione dell’istanza. La velocizzazione dei rimborsi è proprio una delle sfide che il Fisco punta a vincere, anche grazie alla sempre maggiore digitalizzazione delle procedure.

2,7 miliardi di IRPEF restituiti alle famiglie

Dall’Agenzia delle Entrate osservano che dei 22,4 miliardi di rimborsi fiscali pagati in totale nel 2023, oltre 4 miliardi sono rimborsi di imposte dirette. In dettaglio:

  • 2,7 miliardi di IRPEF restituiti alle famiglie;
  • oltre 1,3 miliardi di IRES destinati alle imprese.

Dei 2,7 miliardi di euro accreditati a persone fisiche, 1,5 miliardi sono stati pagati (con bonifico o assegno) direttamente dall’Erario a quasi 2 milioni di contribuenti, i quali hanno presentato il modello 730 entro la fine di settembre 2023, senza indicare un datore di lavoro per ricevere l'accredito in busta paga.

Ai titolari di partita IVA (imprese, artigiani e liberi professionisti) sono stati riconosciuti rimborsi dell’imposta per quasi 18 miliardi di euro. Restituiti anche 439 milioni tra imposte di registro, concessioni governative, imposte dirette derivanti dalla deducibilità dell’IRAP.

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Rimborso modello 730: cos’è e come funziona

LAgenzia delle Entrate spiega che il rimborso è una somma in denaro che deve essere riconosciuta al contribuente che ha versato le imposte in misura maggiore a quanto dovuto”. Lerogazione dei rimborsi, di competenza del Fisco stesso, avviene prioritariamente mediante bonifico su conto corrente bancario o postale”.

Il modello 730 precompilato, invece, è il documento per la dichiarazione dei redditi per i lavoratori dipendenti e pensionati già predisposto dal Fisco per il contribuente. Utilizzare il modello 730 precompilato è vantaggioso in quanto il contribuente:

  • non deve effettuare calcoli e, di conseguenza, la compilazione è più semplice;
  • ottiene il rimborso dellimposta direttamente nella busta paga o nella rata di pensione, a partire dal mese di luglio di ogni anno (per i pensionati a partire dal mese di agosto o di settembre);
  • se deve versare delle somme, queste sono trattenute dalla busta paga (a partire dal mese di luglio) o dalla pensione (a partire dal mese di agosto o settembre).

Dall’assicurazione ai mutui nel paniere pre-caricato

Come evidenziano dall’Agenzia delle Entrate, lo scorso anno il paniere di informazioni pre-caricate dal Fisco ha superato quota 1,3 miliardi. Nello specifico:

  • più di un miliardo di dati per spese sanitarie;
  • 99 milioni di premi assicurativi;
  • 73 milioni di certificazioni uniche di lavoratori dipendenti e autonomi;
  • 11 milioni di bonifici per ristrutturazioni;
  • 8,5 milioni di dati per gli interessi passivi sui mutui;
  • 6,5 milioni per spese scolastiche.

Inoltre per le dichiarazioni dei redditi 2023 sono state considerate le spese per canoni di locazione e quelle di intermediazione per lacquisto della prima casa: tutte informazioni che si sommano a quelle già presenti negli anni precedenti e relative a contributi previdenziali e assistenziali, quelli versati per i lavoratori domestici, spese universitarie e per gli asili nido.

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Particolarmente economici risultano i conti correnti online, i quali sono spesso a zero spese, oppure con canoni molto bassi, così da abbattere i costi di gestione e ridurre le commissioni sulle principali operazioni, come per esempio il bonifico. Mentre la carta di debito è ormai quasi sempre inclusa nel conto corrente, altrettanto vantaggiose sono le tariffe anche per le carte prepagate e le carte di credito, sia in versione fisica che virtuale. Anche i conti correnti online hanno spesso un conto deposito abbinato così da far crescere i risparmi con un investimento sicuro e dal rendimento garantito.

A cura di: Paolo Marelli

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