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Stop del Governo al Cashback di Stato

07/07/2021
mano regge carta di credito e usa ATM per pagare in una bottega

Sospeso temporaneamente il programma Cashback di Stato, l’iniziativa introdotta dallo scorso Governo con l’intento di favorire l’utilizzo della moneta elettronica e consolidare la lotta all’evasione. Annunciato con un nuovo provvedimento un fermo di almeno 6 mesi, dopo che ne erano passati altrettanti dalla partenza ufficiale avvenuta lo scorso primo gennaio.

Il Cashback prevede il rimborso fino a 150 euro dei pagamenti con carta e bancomat, con un minimo di 50 pagamenti elettronici ogni 6 mesi, ma qualcosa non avrebbe funzionato così come è stato progettato.

A darne notizia il premier Mario Draghi, secondo il quale il Cashback avrebbe sortito un esito differente rispetto alle attese alte iniziali, con la conseguenza che ne uscirebbero favorite le categorie più benestanti e le aree del Paese più ricche.

Cosa è andato storto

In sostanza, a fare uso della nuova misura ci sarebbero soprattutto coloro che hanno già l’abitudine di usare strumenti elettronici, con pagamenti prevalentemente di piccolo importo che hanno riguardato l’81,7% delle transazioni complessive.

I dati rilevano che lo scontrino medio registrato è di 35 euro, mentre le operazioni più frequenti hanno riguardato pagamenti tra i 25 e i 50 euro, quindi quelli entro i 5 euro.

Così come è strutturato attualmente, il Cashback favorirebbe dunque la fascia di popolazione più ricca e abituata a non usare il contante. Inoltre poco servirebbe a ridurre l’evasione fiscale, in quanto non consente di avere alcun controllo sui movimenti di denaro del conto corrente dei consumatori, per via della privacy da cui sono coperti i conti correnti.

Secco il commento del premier: “non esiste alcuna obiettiva evidenza della maggiore propensione all’utilizzo dei pagamenti elettronici da parte degli aderenti al programma”.

Una spesa ingente per lo Stato

Ma non finiscono qui le critiche alla misura introdotta con tanto entusiasmo solo pochi mesi fa. A scoraggiare gli esperti di finanza ci sarebbe anche la spesa sostenuta dallo Stato, con 1,75 miliardi se si include il Super Cashback, il premio che promette 1.500 euro di rimborso ai primi 100.000 che hanno effettuato il maggior numero di pagamenti.

Cosa succede ai partecipanti

Chi avesse partecipato al programma di Cashback e fosse in attesa dei rimborsi, potrà riscuoterli entro il 29 agosto 2021.

In più, se si dovesse rilevare qualsiasi problema nella riscossione dei pagamenti, è possibile inviare un “reclamo per rimborsi sbagliati o non concessi attraverso il modulo di reclamo disponibile sul sito di Consap, la società pubblica che si occupa proprio di effettuare i pagamenti”.

Perché scegliere i pagamenti elettronici

La lotta all’evasione fiscale e di conseguenza al contante che ne incentiva la diffusione è una questione annosa nel nostro Paese. Retaggi culturali sbagliati e mancanza di misure drastiche sono probabilmente i due motivi chiave per cui in Italia non si riesce a porre fine a un sistema di pagamenti sempre più obsoleto.

Eppure una volta assodata la questione sicurezza con le nuove disposizioni di accesso a sistemi sempre più sofisticati, è chiaro come i pagamenti elettronici siano non solo più sicuri, ma anche molto più comodi e convenienti.Una convenienza che consiste anche nella tracciabilità delle transazioni e nel potenziale controllo del denaro che solo un conto online consente.

Oltretutto, il prezzo dei conti correnti gestiti in rete è di gran lunga inferiore a un conto corrente tradizionale, tanto che allo stato attuale è possibile trovare conti online a costo quasi zero.

Per verificarlo servirà dare uno sguardo al comparatore ConfrontaConti.it, che ogni giorno rende disponibili ai suoi clienti le migliori offerte di conto corrente online sul mercato: basterà fornire pochi dati personali e il tipo di conto corrente che si intende richiedere e in pochi istanti si avrà il prospetto delle occasioni più interessanti della rete.


A cura di: Paola Campanelli

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