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BCE, varato il Quantitative easing

05/02/2015

BCE, varato il Quantitative easing

Si aspettava una manovra di politica monetaria che facesse cambiare marcia agli Stati dell’eurozona e la risposta della Banca Centrale Europea non si è fatta attendere.

Il Quantitative easing è un piano di acquisto di titoli pubblici da 60 miliardi di euro al mese che partirà a marzo di quest’anno; dovrebbe durare 19 mesi – almeno fino a settembre 2016 –  o protrarsi fino a quando l'inflazione si porterà a livelli ritenuti coerenti con i suoi obiettivi, ossia vicino al 2%. In sostanza, la Banca centrale stampa moneta per acquistare titoli di Stato, con conseguenze evidenti sul cambio (deprezzamento della valuta) e sui tassi di interesse (rendimenti dei titoli ai minimi storici e mutui più convenienti).  

Le acquisizioni sono nell’ordine dei 1140 miliardi di euro e saranno effettuate in base alla quota che ogni banca centrale nazionale ha nel capitale della BCE: quest’ultima potrà acquistare i titoli per un importo massimo che non superi il 33% del debito di ciascun Paese. L’Italia, insieme a Francia e Germania, è uno dei paesi che beneficerà maggiormente del piano, avendo il 12,3% del capitale della BCE che si traduce in un acquisto di circa 125 miliardi di euro di Btp e Cct

I titoli saranno garantiti per l’80% dalle singole banche nazionali, mentre il restante 20% del rischio verrà condiviso con la BCE (di questi il 12% saranno acquisti di Bei e Esm da parte delle banche centrali nazionali e 8% acquisti della BCE su titoli di stato). Potranno essere acquistati solo titoli con scadenze tra i 2 e i 20 anni, e con un rating al livello d’investimento (almeno BBB): l’Italia è in bilico e un eventuale ulteriore declassamento potrebbe richiedere un programma di aiuti – così come previsto per la Grecia – per continuare ad usufruire del QE.

Le banche italiane posseggono titoli di Stato italiani per un controvalore superiore a 400 miliardi di euro, di cui 283 miliardi riguardano Btp: avranno così l'occasione di venderli e portare a casa i profitti accumulati dall'apprezzamento che hanno registrato negli ultimi anni. L'obiettivo della Banca Centrale Europea è che la liquidità che ne deriverà venga immessa nell'economia reale, aumentando il credito a imprese e famiglie e risollevando il lato della domanda.

Il Roe (Return on equity) delle banche, definito come il rapporto tra utile e patrimonio netto, è stato quasi nullo nel 2014 e secondo l'Associazione bancaria italiana, dovrebbe risalire all'1,1% nel 2015 e all'1,7% nel 2016, vista la liquidità derivante dai titoli.

Il QE permette di creare nuova moneta da immettere nel sistema: in questo modo il prezzo dei titoli sale (tramite la maggior domanda) mentre il loro rendimento – il tasso di interesse che ogni Stato paga per finanziare il proprio debito – scende. A loro volta caleranno anche i tassi di riferimento dei mutui.

Uno dei fattori più importanti per la ripresa economica del Paese è sicuramente l’aumento degli investimenti delle imprese: la manovra dovrebbe avere ricadute positive su questa componente. Lo ribadisce il ministro dell’Economia Padoan: «Ci sono buone ragioni per aumentare la fiducia. Quindi l'invito a famiglie e imprese, che nel frattempo stanno aggiustando i loro bilanci, è che si può iniziare a spendere di più e le imprese sicuramente possono a investire di più, tenendo anche conto dell'importante contributo del taglio delle tasse e degli incentivi all'occupazione».

Valutata positivamente anche la ricaduta sul saldo delle partite correnti: le esportazioni – che in questi anni hanno bilanciato le perdite del mercato interno – trarranno beneficio dal QE a seguito della svalutazione monetaria, offrendo un contributo anche alle aziende che vorrebbero conquistare nuovi mercati. Il problema potrebbe sorgere per i prodotti importati, ma i benefici dovrebbero essere maggiori dei costi.

Il Quantitative easing è una manovra che negli scorsi anni è stata intrapresa anche da altre grandi banche centrali, quali  la Federal Reserve, la Banca d’Inghilterra e la Banca del Giappone.

A cura di: Paola Campanelli

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