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Conto corrente: come cambiare in meglio

05/04/2017

Cambiare banca e conto corrente non è più un problema. Come già trattato nelle recenti news, tra cui "Le dritte per cambiare conto corrente", grazie al decreto legge 3/2015 sulle banche popolari dal 25 giugno scorso il trasferimento di un conto non necessita più di attese e burocrazie da parte del suo titolare, ma piuttosto di una serie di obblighi per la banca. Intanto l’Associazione bancaria italiana prepara un documento con la funzione di guida per il consumatore che trasferisce il conto.

La direttiva europea sui pagamenti 2014/92/UE, definita anche PAD (Payment Accounts Directive), disciplina il "Servizio di trasferimento dei servizi di pagamento connessi a un conto di pagamento" detenuto da un consumatore presso un prestatore di servizi di pagamento (PSP Originario) verso un altro prestatore di servizi di pagamento (PSP Nuovo): recepita lo scorso 10 marzo, entrerà in vigore e nella piena operatività entro l’estate definendo alcune regole essenziali del passaggio alla nuova banca.

Prima di tutto, i tempi del “trasloco”: 12 giorni lavorativi per un conto semplice senza deposito titoli collegato. Secondo, i costi, perché il trasferimento deve avvenire senza oneri e spese per il consumatore. Terzo, l’obbligo di adempimento per la banca entro i tempi prestabiliti, pena il pagamento di una multa di 40 euro, oltre a una quota sulla giacenza del conto per ogni giorno di ritardo.

Ma come scegliere la nuova banca? Quali i parametri da considerare per una valutazione efficace?

Sul sito di comparazione ConfrontaConti.it è possibile consultare la guida "Quali sono le spese che incidono sul conto corrente?" per trovare la risposta a qualsiasi tipo di quesito riguardo alle spese che comporta l’apertura di un conto. Un’indagine del Corriere della Sera condotta invece sui principali istituti di credito tradizionali e online analizza i costi dei conti correnti sulla base dei 6 profili di utilizzo: giovani, famiglie con bassa, media ed elevata operatività, pensionati con bassa e media operatività.

Il primo è sicuramente l’ISC o Indice Sintetico di Costo, un indicatore che definisce il costo complessivo di un conto corrente, vale a dire la somma dei costi annuali, fissi e variabili, modellati su quei profili tipo di utilizzo. Introdotto dalla Banca d’Italia al fine di aumentare la trasparenza delle comunicazioni ai consumatori, deve essere obbligatoriamente comunicato prima dell’apertura del conto. L’analisi sulle principali dieci banche tradizionali italiane (BNL, Credem, Cariparma, Ubi, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps, Banco Bpm, Carige e Poste Italiane), ha rilevato un costo medio che va dagli 84 euro di un conto per pensionati con bassa operatività (124 operazioni) ai 137 euro per un conto famigliare ad alta operatività (258 operazioni).

Altra variabile essenziale per la valutazione della convenienza di un conto corrente sono le commissioni della banche. Per un conto corrente famigliare con operatività media, 228 operazioni l’anno, si va dalla spesa media più importante di 32,4 euro per il canone annuo della carta di credito ai 6,7 euro per un bonifico allo sportello in contanti. Lo stesso bonifico con addebito in conto costa in media allo sportello di una banca tradizionale 3,8 euro, mentre la spesa media per il pagamento delle utenze con addebito in conto è di 2,8 euro. Altro costo importante da valutare nella scelta del conto è quello relativo ai prelievi agli sportelli ATM di altre banche: 1,9 la spesa media valutata, mentre rimane a 60 centesimi il costo medio dell’elenco dei movimenti allo sportello.

Si passa poi a un ulteriore fattore da tenere in considerazione: il rendimento del conto corrente. È noto che attualmente sono pochi i prodotti finanziari che garantiscono interessi, salvo che non si ricorra a un conto online che implica una gestione in autonomia e in remoto e che talvolta consente di ottenere interessi. Ne parliamo in "Home Banking: tutti i vantaggi dei conti 100 percento online", dove oltre al guadagno trattiamo tutti i punti a favore di un conto online. Va da sé che il vantaggio rimane legato a un esclusivo utilizzo del canale web o mobile attraverso le app, visto che l’utilizzo promiscuo, con la possibilità di effettuare le operazioni anche in filiale, fa immediatamente lievitare i costi. Per fare un esempio tra i più comuni, effettuare un bonifico in filiale per un titolare del conto Hello bank! ha un costo di 4,5 euro, mentre i conti online di Ing Direct e Hello! Money di Hello bank!, per esempio, costano zero per tutti i sei profili tipo stilati da Banca d’Italia. Così, il canone della carta di credito con Webank, Iw Bank, Hello bank!, Widiba e Ing Direct è gratuito e comunque nella media nelle banche analizzate raggiunge i 9,30 euro (contro, ricordiamo, gli oltre 32 delle banche tradizionali).

Dal CheBanca! Digital Banking index, l’indagine di Human Highway e CheBanca!, arriva il dato che il 54,2% dei correntisti online (9,6 milioni) ha aperto un nuovo conto negli ultimi due anni, mentre il 20% ha in progetto di farlo a breve.

Tornando ai conti tradizionali, arriviamo a parlare degli interessi che in questo momento non vivono un periodo fortunato, essendo la remunerazione delle giacenze ferma allo 0,03%. Quello a cui stare veramente attenti sono invece gli interessi passivi in caso di conto in rosso. Si parla del 18% in media, al quale si aggiunge la commissione di istruttoria per lo scoperto di conto pari a 36,60 euro.

Ultimo elemento da tenere in considerazione è la solidità della banca, argomento sensibile degli ultimi periodi dopo le ben note vicende che hanno riempito la cronaca finanziaria nell'ultimo anno. Parliamo del Cet1, il parametro che misura il rapporto tra il capitale a disposizione della banca e le sue attività ponderate per il rischio. La media dell’indice relativo alle banche principali del mercato considerate in questa analisi è dell’11,86%, con Bper Banca che fa registrare il 13,80%, e passa a una media del 20% per le banche che operano online, con la punta del 22,9% di Fineco, visto che la componente di rischio legata ai prestiti non è ricompresa.

Se dunque non si hanno depositi titoli o strumenti finanziari vincolanti, il passaggio alla nuova banca può essere molto snello. Il consiglio è quello di saldare subito il conto della carta di credito e restituire la chiavetta con i codici di sicurezza, anche se presto gli obblighi da parte della banca nei confronti dei consumatori e le penalità per l’istituto stesso che non assolverà ai compiti della trasmissione alla nuova banca entreranno in pieno vigore.

A cura di: Paola Campanelli

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