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Condominio e pagamenti: sì al Pos

15/02/2018

Il mercato dei pagamenti si sta rapidamente evolvendo verso soluzioni tecnologiche che prevedono l’utilizzo di POS multi conto corrente, abilitato all'accettazione di carte di debito e di credito. Questo trend potrebbe a breve coinvolgere anche le Amministrazioni di Condominio.

Il Codice Civile, all’art. 1130, punto 3, c.c. spiega che l'Amministratore deve "riscuotere i contributi ed erogare le spese occorrenti per la manutenzione ordinaria delle parti comuni dell'edificio e per l'esercizio dei servizi comuni".

Di base, recuperare le risorse economiche necessarie a gestire i servizi comuni resta una delle attribuzioni dell’Amministratore. Vi sono diversi modi per riscuotere il denaro spettante al condominio: contanti (non oltre il limite di 2.999,99 euro, stabilito con la Legge di Bilancio 2016) e assegni, Mav, ma anche POS.

Di cosa si tratta? In pratica il Pos (in inglese “punto vendita”) è un dispositivo tecnologico che consente ad un venditore di accettare e incassare, direttamente sul proprio conto corrente o carta prepagata, il pagamento da parte dei clienti per il tramite di strumenti di pagamento elettronici quali moneta elettronica, carte di credito, carte di debito, carte prepagate, etc.

Come gestire i pagamenti del condominio con il Pos

Anche un condominio può dotarsi di Pos per i pagamenti. Per attivare il dispositivo, bisogna richiedere il relativo servizio presso l'istituto di credito ove cui è stato aperto il conto.

Esistono anche opzioni differenti, come ad esempio società che forniscono POS già collegati ad una carta-conto, con un IBAN dedicato senza doversi necessariamente dotare di un conto corrente. Il Pos non è obbligatorio per gli Amministratori di Condominio, poiché la normativa vigente lo prevede in dotazione solo per le attività di vendita al dettaglio: negozi, bar ristoranti, hotel, etc. 

Va però segnalato che, la Legge n. 208 del 28 dicembre 2015, nell'estendere l'obbligo di cui alla Legge n. 221 del 17 dicembre 2012 (di accettare pagamenti effettuati con strumenti quali carte di credito e bancomat) anche a commercianti e professionisti, abbia aperto la riflessione sulla possibilità di usare questa forma di pagamento anche in ambito condominio.

Gli Amministratori possono avere il Pos?

La normativa vigente intende come “professionisti” coloro i quali forniscono una prestazione di tipo intellettuale al pubblico, come nel caso delle consulenze.

Gli amministratori sarebbero dunque esentati dall’obbligo, visto che percepiscono i pagamenti a titolo di contributi volontari da parte dei propri amministrati, i quali non acquistano servizi in proprio. Le cose cambiano se l’Amministrazione eroga servizi a soggetti che non sono solamente i suoi amministrati (esempio revisioni condominiali, assistenze in assemblee, consulenze, tutte prestate in Condomini non gestiti da tale professionista).

Ad ogni modo, in assenza di obbligo, la gestione dei pagamenti tramite Pos è facoltà della singola Amministrazione, in relazione anche alle valutazioni sulle spese di gestione (nel caso del Pos sono previste spese di installazione, spese per il canone mensile, nonchè costi, fissi e in percentuale, per ogni transazione effettuata).

Anche per il condominio, la scelta del conto fa la differenza

Anche nel caso dei condomini, scegliere un conto corrente con un giusto bilanciamento tra costi di gestione e operatività può essere un valido strumento di risparmio. Il discorso vale ovviamente anche per i privati che, sempre più spesso, riescono a trarre beneficio dai conti online, a zero spese o quasi. Lo si comprende facilmente facendo qualche simulazione su ConfrontaConti.it.

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A cura di: Alessia De Falco

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