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Fenomeno conti correnti: come sceglierli e usarli al meglio

22/05/2018

Fenomeno conti correnti: come sceglierli e usarli al meglio

In un momento di vulnerabilità dei mercati e resa ai minimi storici degli strumenti finanziari dove un tempo arrivavano i risparmi degli italiani, il conto corrente si arricchisce di funzionalità e appeal, ormai vera e propria cassaforte della liquidità.

Gran parte dell’evoluzione dei conti correnti e della loro popolarità si deve alla digitalizzazione che ha arricchito questo strumento e lo ha reso sempre più accessibile. Come scriviamo in "Conti correnti: agli italiani piace la gestione online", crescono sempre di più i conti online, che conquistano non solo un pubblico giovane di risparmiatori, ma anche la fascia di over 55.

Basti pensare che solo nel 2012 i conti online  rappresentavano il 31,3% dei conti totali, mentre nel 2015 hanno raggiunto il 48,45%. In questi tre anni la crescita è stata esponenziale, arrivando adesso a superare la metà del campione con il 53,2% (era 52,8% il mese scorso). Il 39% dei correntisti richiede la gestione via web, ma con la possibilità di recarsi talvolta in filiale e solo il 7,8% decide di utilizzare esclusivamente il conto tradizionale in sede.

Gli strumenti di gestione

Vero e proprio strumento di gestione delle entrate, il conto corrente consente di svolgere una quantità di operazioni che fanno parte della quotidianità, come accreditare stipendio o pensione, effettuare trasferimenti di denaro, pagare le utenze e poter disporre di carte di credito e di debito. Inoltre l’home banking ha la funzione di “bilancio familiare” che ci informa sull’allocazione dei budget alle varie voci di spesa, con la possibilità di tracciare ogni uscita, consentendone così il controllo.

Quali sono i costi di un conto corrente?

Come per ogni cosa, il conto corrente ha un costo molto variabile, che dipende dall’istituto di credito, dalla funzionalità e dai servizi offerti dal conto.

Generalmente esiste una componente fissa di conto e un’altra variabile: la prima è data dall’imposta di bollo (che ammonta a 34,20 euro se si hanno giacenze superiori a 5mila euro), dal canone, dalle eventuali  carte di pagamento, dalle spese per la tenuta del conto.

I costi variabili invece variano in base all’utilizzo che si fa del conto, e quindi il numero di operazioni, i prelievi da sportelli di altre banche, operazioni effettuate in filiale, servizi aggiuntivi richiesti.

La misura della spesa di un conto: l’Indicatore sintetico di costo

L’Isc è sicuramente il parametro che in prima battuta dà la misura del costo di un conto corrente, comprendendo tutte le spese e le commissioni che sarebbero addebitate al cliente nel corso dell'anno, al netto degli interessi e delle commissioni su eventuali scoperti di conto corrente e degli oneri fiscali.

L’indice sintetico di costo è un dato sempre disponibile, di cui si può prendere visione all’interno del foglio informativo relativo al conto corrente e può essere richiesto in filiale oppure si può scaricare sul sito della banca nella sezione “Trasparenza”.

Il rincaro degli ultimi anni

La corsa ai conti correnti come rifugio sicuro della liquidità ha portato a un aumento continuo del costo: tra prelievi, bonifici, estratto conto, carte di credito e penali per eventuali sconfinamenti, i conti correnti – in special modo quelli con maggiore anzianità - sono diventati sempre più cari. Come scriviamo in "Conti correnti: i rincari arrivano anche online" dalla fine di novembre del 2017 il costo di quelli tradizionali è aumentato dell’1,5% - da 132 a 134 euro - e quello dei conti online ha subito 3 euro di rincaro, da 11 a 14 euro, + 27% rispetto alla fine dello scorso anno. Aumentano anche i costi dei conti sui canali online delle banche tradizionali, da 102 a 106 euro, il 3,8% in più rispetto al novembre scorso.

Ma non è tutto, perché agli aumenti è corrisposto anche un azzeramento dei rendimenti degli stessi conti, che nella maggioranza dei casi hanno costi che superano di gran lunga gli interessi ormai tendenti allo zero.

Cambiare banca: adesso è più facile

Il primo passo da fare quando ci si rende conto che si sta pagando troppo caro un conto è metterlo a confronto con i prodotti delle altre banche sul mercato, andando a vedere le condizioni applicate dagli altri istituti di credito a parità di operatività. Ricordiamo che traslocare il conto senza alcuna spesa ed entro un limite massimo di 12 giorni lavorativi (per un conto semplice, senza deposito titoli) è un diritto per il consumatore: sarà la nuova banca a esplicare tutte le pratiche necessarie, accollandosi ogni incombenza, come il trasferimento degli eventuali servizi di pagamento e gli addebiti automatici delle utenze.

Per farsi un’idea dei costi e scegliere in tutta tranquillità, richiedendo se si desidera la consulenza di un esperto, basta consultare ConfrontaConti.it, il portale che mette insieme le offerte dei principali istituti di credito sul mercato. Alla sezioni migliori conti correnti sarà possibile ottenere quotidianamente l’elenco dei conti migliori e più convenienti per ogni profilo di utente, in maniera veloce, facile e completamente gratuita.

A cura di: Paola Campanelli

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