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Nuovi controlli sui conti correnti: cosa c’è da sapere per non rischiare

13/09/2018

Nuovi controlli sui conti correnti: cosa c’è da sapere per non rischiare

Si fanno ancora più stringenti e fitti i controlli sui conti correnti dettati dall’Anagrafe Tributaria per conto dell’Agenzia delle Entrate. Come riportiamo nella nostra news "Troppi soldi sul conto corrente: quando scattano i controlli" si tratta adesso di un affinamento della strategia messa già in atto nel 2017, con l’entrata in vigore dell’obbligo per le banche di comunicare i dati relativi al saldo dei conti correnti.

Il pretesto per rimettere mano alle leggi che regolano i movimenti di denaro sui conti sarebbe la vittoria in Cassazione dello scorso 4 aprile (con la sentenza numero 8266) da parte della stessa Agenzia nei confronti di un contribuente: la sentenza ha stabilito che l'Agenzia delle Entrate può compiere accertamenti sui conti correnti bancari o postali senza fornire alcuna motivazione e senza che ci siano indizi gravi.

I limiti di denaro oltre i quali scatta il controllo

Sotto il controllo del Fisco non solo imprese e liberi professionisti, ma anche persone fisiche: è sufficiente un versamento maggiore rispetto ai limiti previsti per far scattare l’avviso in prima istanza da parte della banca, quindi, in mancanza di una giustificazione sulla provenienza del denaro, gli accertamenti fiscali.

I limiti previsti sono di 3.000 euro, visto che è vietato trasferire denaro (tra differenti soggetti) in contante o di libretti postali al portatore, titoli al portatore in ogni valuta e libretti bancari, quando la cifra è nel complesso pari o superiore a 3.000 euro. E non serve frazionare il pagamento, perché il reato si configura anche in caso di pagamenti diluiti in più tranche inferiori al limite: la violazione avviene infatti anche se questi “appaiono artificiosamente frazionati”.

A fornire la prova della sua innocenza deve essere dunque il contribuente, che con l’inversione dell’onere della prova” deve dimostrare che quei soldi arrivati o versati sul suo conto, considerati a tutti gli effetti redditi imponibili, sono stati legalmente erogati oppure ricevuti, sulla base delle nuove regole anti-riciclaggio.

“L’Agenzia delle Entrate”, specifica il regolamento, "potrà inoltre avvalersi di ulteriori chiarimenti a ritroso delle situazioni finanziarie di imprese e persone fisiche sino al 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione dei redditi presa in oggetto".

Le origini della norma sui controlli

La procedura di controllo risale di fatto a molti anni fa, una legge del 1973 (art. 32 del d.P.R. n. 600) che prevede “una presunzione legale in base alla quale le operazioni su conti correnti bancari vanno imputate a ricavi, e a fronte della quale il contribuente può fornire la prova contraria anche attraverso presunzioni semplici”. La stessa legge nel corso degli anni ha subito delle modifiche, fino ad arrivare alla creazione dell'Anagrafe dei rapporti finanziari (o dei conti correnti) a cui banche e intermediari devono periodicamente trasmettere i dati: è l’Anagrafe Tributaria che controlla i movimenti dei contribuenti e quando rileva incongruenze e “versamenti sospetti”, segnala all’Agenzia delle Entrate che fa partire le sanzioni.

Le altre regole per pagamenti in contanti, assegni e libretti

Le nuove limitazioni riguardano non solo i pagamenti in contanti, che come visto sopra non potranno superare la soglia dei 3 mila euro (mentre per cifre superiori dovranno essere tracciabili con strumenti come assegni, bonifici bancari, bonifici postali, carte di credito, bancomat), ma anche gli assegni, postali o bancari, mentre per importi pari o superiori a mille euro sarà necessario indicare nome o ragione sociale del beneficiario, così come la clausola di non trasferibilità.

Infine le regole per gli imprenditori, che dovranno giustificare i prelievi in contanti pari a 1.000 euro giornalieri e 5 mila euro mensili.

Come evitare di incorrere in sanzioni?

Oltre ad avere la costanza di conservare ogni ricevuta, digitale o cartacea, entro il limite dei cinque anni previsto dalla legge, può essere utile disporre di un conto per effettuare ogni operazione online e avere sempre la tracciabilità dei movimenti in forma digitale.

Attualmente la forza dei conti online è tale da aver superato in alcuni casi nelle richieste degli utenti i conti  tradizionali. Come riportiamo anche nella nostra news "I conti correnti più convenienti di settembre 2018", a dirlo è l’Osservatorio di ConfrontaConti.it, secondo cui le soluzioni via web hanno interessato oltre il 60% delle richieste di apertura del secondo semestre 2018. Una crescita costante, destinata a guadagnare ogni mese punti e a cambiare radicalmente il comportamento delle famiglie che per tagliare i costi e avere uno strumento da gestire comodamente dal divano di casa o in mobilità, ricorrono sempre più ai conti online.

Un esempio di conti online convenienti

Se supponiamo che a richiedere un conto sia un quarantenne con un saldo medio disponibile di 5.000 euro, che sceglie un’operatività media e l’accredito dello stipendio, vediamo che in alcuni casi c’è anche la possibilità di ottenere un minimo ricavo, senza rimetterci denaro in spese.

Conto Webank offre ad esempio un guadagno di 2,22 euro mensili. Il Tasso a regime è dello 0,10% lordo, i costi fissi di canone, bollo, carte sono zero e così anche i costi variabili, ad esempio i prelievi e i pagamenti. L’apertura del conto è solo online, mentre l’operatività può avvenire anche in banca.

Ricordiamo l’innovativo "prelievo cardless", un servizio mediante il quale il cliente titolare di un conto corrente Webank può effettuare operazioni di prelievo contante presso gli sportelli automatici della Banca (BPM) avvalendosi dell'applicazione mobile Webank per tablet, smartphone o strumenti similari. 

Hello! Money di Hello Bank ha invece 0,37 centesimi di Interessi netti, oltre a zero costi fissi e variabili. Il tasso a regime è dello 0,01% lordo, ma arriva all’1,00% per giacenze da 25.000 a 100.000 euro. Bancomat, carta di credito, bonifici e prelievi da altre banche sono gratuiti. Inoltre, per chi richiede l’apertura del conto entro il 27 settembre 2018, in regalo un Buono Amazon da 200 euro.

A cura di: Paola Campanelli

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