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Al vaglio della Bce la moneta solo digitale

05/08/2020
Al vaglio della Bce la moneta solo digitale

Nonostante il lockdown abbia segnato un consistente salto in avanti, l’Italia resta molto indietro rispetto al resto dell’Europa per livello di digitalizzazione dell’economia e della società.

Nel rapporto Desi 2020 della Commissione europea (the Digital Economy and Society Index), che rileva i progressi compiuti dagli Stati membri dell’Unione Europea in termini di digitalizzazione, il nostro Paese è al 25mo posto, seguita solo da Romania, Grecia e Bulgaria. Va ancora peggio nella classifica delle competenze digitali, che la vedono nel 2019 all’ultimo posto dell’Unione Europea.

Eppure quella del digitale è una questione di cruciale importanza, perché dalla crescita della banda ultralarga dipende l’evoluzione di molti comparti dell’economia, quello dei pagamenti ad esempio, tanto importante per arrivare a risolvere problemi gravi come l’evasione fiscale e il riciclaggio del denaro sporco.

Intanto, in Europa si studia la moneta digitale

Si chiama euro digitale ed è la moneta virtuale che è sotto il vaglio attento della Bce, intenzionata a immetterla sul mercato con l’aiuto della start-up digitale Conio, in sostanza Bitcoin da gestire su smartphone attraverso una app abbastanza semplice da usare.

Dalla Bce fanno sapere che si tratta di un’esplorazione che consentirà di effettuare l’agognato passaggio alla moneta digitale, mentre Christian Miccoli, Co-Founder di Conio, la definisce “il primo portafoglio Bitcoin italiano che funziona su smartphone, con l’obiettivo di permettere a tutti di avvicinarsi al mondo Bitcoin in modo semplice, attraverso una app per smartphone”. 

Ancora tanto cash in circolazione

Per quanto sia difficile da credere, è ancora molto alta la percentuale di transazioni che avvengono in contanti in tutta l’Europa, circa il 76%, che ha segnato anche un record storico di 19 miliardi di euro.

La valuta digitale risolverebbe invece non pochi problemi, ma ci si chiede se potrà mai sostituire completamente il contante. Di fatto, dato l’alto livello di tracciabilità e controllabilità dei movimenti dei suoi utilizzatori, è difficile che possa soppiantare in via definitiva il denaro contante.

Tuttavia, quello che è accaduto di recente con l’epidemia sembra far virare verso tutt’altra direzione. Dalla App per tracciare i contagi, fino alla tecnologia sofisticata che usiamo quotidianamente per farci riconoscere, anche solo dal volto o dalle impronte, crea un non piccolo conflitto di interessi con il discorso privacy.

La digitalizzazione in Italia

Tornando alle competenze digitali degli italiani e alla difficoltà di passare in maniera totale alla dematerializzazione dei pagamenti, il rapporto Desi rileva che solo il 42% delle persone di età tra i 16 e i 74 anni ha competenze digitali di base, quando la media dell’Unione Europea è del 58%, mentre solo il 22% ha competenze digitali superiori, contro al 33% nell’Ue.

Un buon inizio al passaggio al digitale potrebbe essere, anche per i più reticenti, scegliere un conto online. Le modalità di apertura e accesso sono in genere facili e ancora di più la gestione, con app spesso studiate con una buona usabilità.

Il digitale anche per gli utenti over 55

Lo conferma l’Osservatorio di ConfrontaConti.it, secondo il quale la quota di utenti over 55 che richiede un conto online è in crescita di oltre 5 punti rispetto allo scorso anno: il 17,5%, contro il 15,2%. Chi riesce a fare a meno della filiale, può accedere a condizioni molto più interessanti, difficilmente ritrovabili nei canali fisici.

Su ConfrontaConti.it è possibile prendere visione delle migliori occasioni del mese. Se infatti adesso si dovesse cercare il conto migliore con un saldo di 10.000 euro e un’operatività alta, quindi 150 operazioni in media l’anno, la proposta più interessante sarebbe di Webank.it, un conto corrente online che offre anche un deposito libero e linee vincolate di diversa durata.

Il costo di Conto Webank è di 28,28 euro a causa dell’unica spesa presente, il bollo obbligatorio per legge sulle somme superiori ai 5.000 euro di circa 34 euro, dal quale sono stati tagliati gli interessi netti a favore del correntista, pari a 5,92 euro. Il resto delle spese da sostenere sul conto è zero.

A cura di: Paola Campanelli

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Parole chiave: euro digitale, moneta virtuale, bce
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