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Banche: nuove regole per più trasparenza nel rapporto con clienti

12/08/2019

Banche: nuove regole per più trasparenza nel rapporto con clienti

Banca d’Italia riscrive le regole sulla “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari”, dando attuazione alla direttiva 2014/92/Ue (Pad, Payment Account Directive) e al capo II-ter (titolo VI) del Testo unico bancario in materia di conti di pagamento offerti (o sottoscritti) ai consumatori.

In sostanza l’Istituto ha perfezionato le norme che favoriscono la “correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti”. Il provvedimento, deliberato il 18 giugno e pubblicato in Gazzetta ufficiale ai primi di luglio, fissa nuove norme che rendono più trasparente e semplice il rapporto tra banche e correntisti. Questi ultimi avranno diritto a essere maggiormente informati e a godere di garanzie. Le modifiche entreranno in vigore dal primo gennaio del 2020.

Ma in cosa consistono le nuove regole? In primo luogo il risparmiatore dovrà essere informato in modo chiaro sui costi delle operazioni bancarie e, per questo motivo, è stato imposto alla banca l’obbligo di inviare al cliente un documento sulle spese effettive del conto e l’indicatore relativo ai costi complessivi (Icc). Costi, quindi, che non potranno più essere frammentati per ogni singola operazione fatta dal cliente o dall’istituto stesso per quanto riguarda la gestione del conto.

L’obbligo di informare il correntista quando ‘sconfina’ 

Tra le nuove disposizioni adottate da Banca d’Italia c’è quella che riconosce al correntista il diritto di essere informato dall’istituto di credito nel caso in cui c’è uno sconfinamento superiore a 300 euro – quando non è previsto il fido – o quando viene superata la soglia del 5% del fido concesso. In questi due casi, infatti, la banca ha l’obbligo di inviare una lettera di comunicazione - entro un mese e tre giorni - dalla data in cui si è verificato lo sconfinamento.

A proposito di comunicazione, gli istituti - già dal 2009 - erano tenuti a inviare ai correntisti la documentazione dettagliata sul rapporto che intercorreva tra le parti: documentazione che, sì rispettava le norme sulla trasparenza di allora, ma nella sostanza era ‘carta’ molto voluminosa e di difficile lettura.

Dal prossimo gennaio 2020 invece i documenti che dovranno essere recapitati ai correntisti devono rispettare regole ben precise, mirate a renderli più chiari e a semplificarne la loro lettura. E per fare ciò le banche, nella stesura di questi documenti, dovranno rispettare regole precise.

Modello tipo per l’informativa, Icc periodico e annuale

La forma di tutte le comunicazioni, compresi quindi i rendiconti periodici, le note di modifica del contratto che regola il rapporto, le informazioni sui conti correnti, mutui e aperture di credito, deve rispettare le regole aggiornate da Banca d’Italia.

Per quanto riguarda il conto corrente, gli istituti dovranno predisporre un documento - per il quale è stato messo a punto un modello tipo - dove sarà facile individuare il costo delle singole operazioni e quello complessivo, così come le spese di scrittura contabile e gli oneri fiscali.

Grazie all’indicatore dei costi complessivi (Icc) - che dovrà essere inserito sia nel documento periodico e sia nel riepilogo delle spese annuo -, il cliente potrà agilmente fare i confronti con altre offerte e, di riflesso, conoscere il reale costo del conto corrente.

A questo riguardo può consultare anche il sito ConfrontaConti.it, dove può già prendere visione delle varie proposte delle banche, scegliere la più conveniente e anche sottoscriverla. Tornando alle nuove disposizioni, le banche dovranno dal 2020 distinguere i vari tipi di conto corrente: quelli a pacchetto (costi prestabiliti in modo forfettario), quelli a consumo (costi calcolati in base alle operazioni che vengono effettuate) e quelli convenzionati (quelli che vengono aperti a favore di determinate categorie).

Il quadro di spese, interessi maturati e del rispetto delle norme 

La banca, in base alle nuove norme, sarà obbligata a inviare al cliente anche un documento in cui saranno riepilogate tutte le spese, indicato il tasso di interesse creditore (in pratica i guadagni sui soldi in giacenza o legati comunque al suo conto corrente), il totale degli interessi maturati (o quello a debito nel caso di uno sconfinamento).

In questo modo sarà più facile per il cliente verificare se c’è stato il rispetto delle regole da parte dello sportello.

E non è finita qui: la banca, infatti, è tenuta a comunicare al proprio cliente tutti i costi di ogni singolo servizio collegato al conto corrente, così come - nel caso di un conto a ‘pacchetto’ – hanno l’obbligo di specificare le spese per i servizi inclusi nel contratto e quelle aggiunte legate alle operazioni eccedenti. Un modo diretto e semplice per verificare il fenomeno dei costi nascosti.

Per chi intendesse aprire un conto corrente può essere d’aiuto leggere la notizia dal titolo “I migliori conti correnti di luglio 2019”, che può fornire un utile suggerimento su dov’è oggi la convenienza e in quale sportello.

A cura di: Fernando Mancini

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