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BTP o conto deposito: cosa scegliere?

Difendere il valore reale dei risparmi accumulati negli anni, senza correre rischi eccessivi è la principale preoccupazione di molti investitori oggi. Per fortuna i rendimenti di soluzioni come i BTP e i conti deposito sono in decisa salita. Ecco come e cosa scegliere.

13/10/2023
pile di monete e grafico
Conto deposito o BTP?

Il BTP Valore sta mantenendo le attese, anzi probabilmente sta facendo anche meglio. Nei primi quattro giorni di collocamento sono stati raccolti ordini per 15,6 miliardi, che potrebbero portare l’ammontare molto vicino ai 18 miliardi registrati in occasione del primo collocamento dello scorso giugno.

È evidente che, tra le incertezze dello scenario macro e l’aumento dei tassi, sta tornando l’interesse verso i Titoli di Stato. Ma proprio la politica monetaria spinge anche i rendimenti dei conti deposito. Cerchiamo di capire pro e contro delle diverse soluzioni.

Sotto la protezione dello Stato

Il BoT a dodici mesi è arrivato al 4% e i BTP a lunga scadenza anche al 5%. Negli ultimi giorni vi è stata un’impennata dei rendimenti relativi ai Titoli di Stato per due ragioni: da una parte il nuovo rialzo deciso dalla Banca centrale europea, che ha portato il tasso ufficiale di sconto al 4,50%, dall’altra la convinzione diffusa tra gli addetti ai lavori che i tassi non inizieranno a scendere dalla metà del prossimo anno, ma probabilmente solo dalla fine. Senza dimenticare che verosimilmente nei prossimi mesi vi sarà quanto meno un altro rialzo del tasso ufficiale. Proprio i rialzi tendono a far deprezzare il valore dei Titoli di Stato già emessi, con la conseguenza di innalzarne il rendimento.

Pesa l’incertezza del quadro macro

A queste condizioni appare evidente il ritorno di competitività per tutto il reddito fisso, anche a fronte della crescente incertezza che caratterizza il quadro macro. Le ultime stime degli organismi internazionali sono più pessimiste sul ritmo di crescita nell’anno in corso e nel prossimo rispetto anche solo a poche settimane fa. Questo incide sulle prospettive di redditività delle aziende e quindi sulle valutazioni dell’equity. Con l’azionario che paga anche la già citata evoluzione dei tassi: se il ricorso al debito è più gravoso, i margini aziendali si riducono.

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L’alternativa dei conti deposito

Intanto, la politica monetaria restrittiva sta spingendo le banche a innalzare i rendimenti dei conti deposito. Navigando su ConfrontaConti.it, è possibile trovare rendimenti dei conti deposito fino al 5% per gli investimenti fino a dodici mesi e fino al 5,4% da 36 mesi in su. Rendimenti che fanno gola, pur a fronte di un prelievo sui guadagni che è quello classico del 26% previsto per gli asset finanziari, superiore quindi al 12,5% (aliquota agevolata dei titoli di Stato).

Le caratteristiche dei conti deposito

A questo proposito può essere utile fare un passo indietro. Il conto deposito può essere di due tipi: libero, con la possibilità prelevare o versare denaro senza alcuna limitazione di tempo e di importo; vincolato, che comporta l’impegno a non toccare la somma investita per un arco di tempo che di solito può andare da dodici a sessanta mesi. Per questa ragione il conto vincolato offre rendimenti maggiori rispetto a quello libero, tanto più alti quanto maggiore è il vincolo. In questo modo, infatti, le società finanziarie sanno di poter disporre liberamente del denaro per le proprie strategie di business. Comunque il vincolo non è assoluto: in caso di necessità si possono sempre prelevare le somme depositate, ma a fronte di una penale che può arrivare a compromettere sensibilmente il rendimento netto.

Sicurezza e rendimento a confronto

Detto che i rendimenti sono a grandi linee simili, quali sono le tutele? Nel caso dei BTP vale la solidità dell’emittente, lo Stato italiano, mentre per i conti deposito le difese sono le medesime dei conti correnti. Se la banca depositaria dovesse finire in default, il risparmiatore sarebbe interamente coperto fino a un massimale di 100 mila euro. Al di sopra di quella cifra non esistono garanzie pubbliche, ma l’esperienza dice che i fallimenti bancari chiamano in causa in primo luogo gli azionisti, quindi i titolari di obbligazioni subordinate, gli obbligazionisti tradizionali e, solo laddove non dovessero essere stati soddisfatti tutti i diritti dei crediti, ci si rivolge ai depositanti.

In definitiva, tanto i Titoli di Stato quanto i conti deposito oggi forniscono rendimenti accattivanti e proprio per questa ragione andrebbero intesi come complementari piuttosto che alternativi nell’ambito di un portafoglio ben diversificato.

I migliori conti deposito di oggi:

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BANCA CONTO DEPOSITO TIPOLOGIA TASSO LORDO
Banca Privata Leasing Deposito a interessi anticipati vincolato 4,25%
Cherry Bank Cherry Vincolato vincolato 4,25%
ioinBanca Conto Deposito ioinpiù vincolato 4,25%
A cura di: Luigi dell'Olio

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