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Commercio digitale: boom di acquisti con il lockdown

29/04/2020
Commercio digitale: boom di acquisti con il lockdown

La pandemia sta cambiando radicalmente il nostro modo di concepire la spesa, di come programmarla e – soprattutto – di come effettuarla in concreto. Il concetto di portare la ‘sostenibilità’ a tavola aveva già scosso la catena della distribuzione, che in questi ultime anni è corsa ai ripari predisponendo angoli sempre più ampi di prodotti bio e salutistici. L’emergenza sanitaria sta invece rivoluzionando nelle fondamenta l’intero scenario, avendo fatto scoprire agli italiani la spesa online. Certo questo modo non era del tutto sconosciuto, ma nel nostro Paese – conservatore per tradizione – fino a ieri era soprattutto utilizzato nelle grandi città e limitato ad alcune precise fasce di età.

+70% nel primo mese delle transazioni via web

A più di un mese dal lockdown, da Nord a Sud, lo shopping tramite internet degli italiani ha fatto boom: le transazioni digitali sono cresciute del 70%, concentrate nei settori intrattenimento, alimentare e tecnologia. Lo rende noto Payback, la piattaforma multicanale che combina retail offline, online e mobile e che oggi vanta un network di oltre 170 Partner. Dietro questa performance del commercio elettronico, oltre ai limiti alla circolazione previste dal Governo per contrastare la diffusione del virus, ci sono anche alcuni aspetti sempre più apprezzati dagli italiani: la comodità di rimanere a casa e l’offerta più ampia (e l’immediata possibilità di comparazione) rispetto ai negozi fisici.

La scoperta delle consegne a domicilio

L’emergenza aguzza l’ingegno, secondo un vecchio detto: così le catene dei grandi supermercati, alla luce della fortissima richiesta di consegne a domicilio (e dei download di app), si sono attrezzati per soddisfare i clienti. Sulla stessa strada si sono mossi anche i piccoli dettaglianti e i negozi del vicinato, con l’intento di conservare la clientela più affezionata. Ne è emerso un sommovimento generale per l’intero settore della grande distribuzione: molti analisti stanno riconsiderando gli spazi futuri per questa attività, anche se non sono pochi quelli che nutrono dubbi sul fatto che l’e.commerce possa conservare l’attuale attrattiva anche dopo la fine dell’emergenza.

Trainano la crescita food, intrattenimento e high tech

Payback, nell’ambito del proprio Osservatorio Consumi, ha realizzato un’analisi sulla spesa effettuata dagli italiani nel primo mese di fermo delle attività per il Covid-19 (tra il 9 marzo e il 5 aprile). Nel loro carrello virtuale, nel dettaglio, sono finiti soprattutto i prodotti delle categorie alimentari e vino (+227%) e intrattenimento (+112%), seguiti dai prodotti tecnologici (+64%), moda e casa (+29%) e infine cura della persona e benessere (+9%). Se si analizzano gli acquisti per generi alimentari effettuati nei punti vendita, è stato notato il balzo in avanti registrato da condimenti e conserve (+230%), surgelati (+180%) e cura della casa (+150%).

Dinamica disomogenea, in sintonia con l’avanzamento del blocco

Questi picchi, secondo l’Osservatorio consumi, hanno avuto una distribuzione disomogenea lungo la penisola, in relazione alla diffusione del virus e al susseguirsi degli annunci di progressivo blocco delle attività. In particolare, il Nord ha registrato un picco di crescita più marcato nell’ultima settimana di febbraio, pari al +18% rispetto al valore medio di gennaio, mentre dopo il lockdown del 9 marzo è stato il Centro-Sud a registrare una crescita maggiore, raggiungendo un picco di oltre +30%.

La rapida reazione dei clienti alle misure restrittive

Dall’analisi dei dati giornalieri di spesa rilevati da Payback, emerge con evidenza la rapida reazione dei clienti agli annunci delle misure restrittive: +80% in Lombardia il 24 febbraio (il giorno successivo alla creazione prime zone rosse) rispetto alla media dei precedenti lunedì di febbraio, +42% su scala nazionale il 6 marzo (giorno successivo alla chiusura nazionale delle scuole) rispetto alla media dei venerdì di gennaio e febbraio pre-Covid-19. Durante il lockdown, inoltre, i dati giornalieri evidenziano un significativo impatto delle restrizioni al movimento sulle abitudini di spesa: la frequenza di acquisto mensile cala del 14% ma la spesa media cresce del 26%.

A cura di: Fernando Mancini

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