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Il numero di banconote in euro false resta basso nel 2022

Circa due terzi delle falsificazioni di banconote in euro ha riguardato i tagli da 20 e da 50 euro. Inoltre il 96,6 per cento delle banconote falsificate è stato trovato in Paesi dell'area dell'Euro, mentre il 2,7 per cento proviene da Stati membri dell'UE non appartenenti all'area.

13/02/2023
banconote in un portafogli
Basso numero di banconote in euro contraffatte nel 2022

Sono 376mila le banconote in euro ritirate dalla circolazione nel 2022. L’anno, che si è chiuso da poco, ha presentato infatti un basso numero di banconote false. È quanto fa sapere Banca d’Italia, secondo cui nel 2022 vi è stato il secondo livello più basso mai registrato rispetto alla totalità dei biglietti in circolazione. Parliamo di 13 falsi per ogni milione di banconote in giro.

Il bilancio è positivo in quanto la possibilità di ritrovarsi con un esemplare falso tra le mani è molto scarsa. Eppure c’è da dire che rispetto al 2021 il numero dei falsi è cresciuto dell’8,4%. Due anni fa è stato registrato il livello in assoluto più basso da quando è stato introdotto l’euro. Il ‘segno più’ – secondo l’indagine condotta da Bankitalia – potrebbe essere ricondotto al rilancio dell’attività economica dopo la revoca delle restrizioni imposte dal Governo per far fronte alla fase più acuta dell’emergenza coronavirus.

Due terzi delle falsificazioni riguarda i tagli da 20 e 50

Sono stati soprattutto i tagli da 20 e da 50 a presentare il numero più alto di falsificazioni nel corso del 2022. Dall’analisi risulta che questi due tagli rappresentano circa due terzi del totale dei falsi. Rispettivamente la percentuale di falsificazione relativa al taglio da 50 è pari al 40,0% e per i tagli da 20 è pari al 23,6%. A seguire, secondo la ripartizione dei falsi in base al taglio nel 2022, vi sono le banconote da 10 euro (15,4%); le banconote da 100 euro (11,6%) e quelle da 200 euro (5,4%). Agli ultimi posti, tra le banconote più contraffatte, quelle da 5 euro (2,3%) e quelle da 500 euro (1,7%).

Dall’analisi di Banca d’Italia viene fuori che il 96,6% delle banconote falsificate è stato trovato in Paesi dell’area dell’Euro, mentre il 2,7% proviene da Stati membri dell’UE non appartenenti all’area e soltanto lo 0,7% da altre regioni del mondo.

Come individuare una banconota falsa?

La maggior parte dei falsi si può individuare con facilità. L’autenticità dei biglietti – secondo Banca d’Italia - può essere verificata con il metodo basato su tre parole chiave “toccare, guardare, muovere”. Toccando, guardando in controluce e muovendo una banconota in euro è possibile verificare tutti gli elementi di sicurezza.

Usare denaro falso a scopo di pagamento è un reato che può essere perseguito penalmente. Se una banconota appare sospetta bisogna confrontarla con un’altra di autenticità comprovata. Se la presunta falsificazione trova quindi conferma, occorre contattare le forze dell’ordine o, a seconda della normativa del Paese in cui si vive, la Banca centrale nazionale oppure una banca commerciale o al dettaglio.

In Italia, ad esempio, gli addetti agli sportelli delle banche, degli uffici postali o delle Filiali della Banca d’Italia possono verificare l’autenticità della banconota. Se il biglietto viene ritirato, il cittadino riceve una copia del verbale di ritiro. La banconota sarà poi analizzata dal Centro Nazionale di Analisi (CNA) delle falsificazioni della Banca d'Italia a Roma che darà il suo verdetto definitivo. Se la banconota risulta autentica, il cittadino viene rimborsato del valore della banconota se possibile con un bonifico o, in alternativa, con un vaglia cambiario della Banca d'Italia emesso a suo nome. Se è falsa, non riceverà alcun rimborso.

La Banca Centrale Europea ha realizzato anche il sito “Euro Check Web Site” che riporta informazioni sulle contraffazioni delle banconote euro. Al portale possono accedere soltanto gli utenti appartenenti a categorie che per l'attività svolta necessitano di tali dati, che vengono indicati dalle istituzioni di appartenenza (gestori professionali del contante, forze dell'ordine, produttori di apparecchiature per la selezione del contante) e appositamente autorizzati dalle BCN, dalla BCE o dall'Europol.

A cura di: Tiziana Casciaro

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