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La Bce chiede alle banche di fronteggiare il rischio di credito

15/02/2021
La Bce chiede alle banche di fronteggiare il rischio di credito

Le banche mostrano capacità di tenuta, ma restano alcune debolezze in diverse aree, soprattutto in relazione al rischio di credito. A farlo sapere è la Banca Centrale Europa, che ha pubblicato gli esiti del processo di revisione e valutazione prudenziale (SREP), condotto nel 2020. La Bce ha inoltre annunciato le priorità di vigilanza per il 2021: gestione del rischio, di credito, solidità patrimoniale, sostenibilità dei modelli imprenditoriali e governance.

L’approccio pragmatico della Banca Centrale Europea allo SREP si è focalizzato sulla capacità delle banche di far fronte ai rischi per il capitale e la liquidità derivanti dalla crisi in corso. Sul fronte della vigilanza le preoccupazioni sono state affrontate maggiormente mediante raccomandazioni qualitative, invece che con misure di vigilanza.

Le banche dell’area dell’euro hanno iniziato il 2020 con livelli di capitale significativamente più elevati e una capacità di tenuta al deterioramento economico nettamente maggiore rispetto all’epoca della grande crisi finanziaria – rende noto la Bce. Sia le politiche pubbliche coordinate, sia le misure straordinarie adottate sul piano della vigilanza, hanno garantito una protezione consistente a famiglie, imprese e al settore bancario.

Il rischio di credito

Il peggioramento delle condizioni economiche durante la pandemia ha rallentato il ritmo della riduzione in corso dei crediti deteriorati, ma la Banca Centrale Europa fa sapere che vi è anche un livello insito di deterioramento nei portafogli prestiti che non si è ancora palesato del tutto.

Il graduale venir meno di diverse misure di sostegno nel 2021 potrebbe aumentare il rischio di effetti bruschi. Per incoraggiare approcci opportunamente prudenti, le autorità di vigilanza hanno comunicato alle banche un numero di raccomandazioni considerevolmente più elevato.

Sul fronte della governance interna, tutti i rischi legati alla pandemia da coronavirus sono stati gestiti e monitorati in maniera adeguata dalla maggior parte delle banche. In alcuni casi, però, i responsabili della vigilanza hanno rilevato l’assenza di un adeguato coinvolgimento dell’organo di amministrazione, con insufficiente verifica e supervisione delle funzioni aziendali, in particolare in relazione all’adeguatezza dei flussi informativi. Inoltre, sono state evidenziate anche problematiche nella gestione del rischio di credito nell’ambito delle funzioni di controllo interno e debolezze strutturali nell’area dell’aggregazione dei dati di rischio e dei flussi informativi.

Tra le altre criticità evidenziate dalle autorità di vigilanza ci sono quelle relative al modello imprenditoriale. Sono state espresse, infatti, preoccupazioni in merito all’affidabilità dei piani industriali per alcune banche. Nel 2020 la redditività è calata per le riduzioni di valore, il minore reddito netto da interessi e per il calo delle provvigioni e delle commissioni.

Negli ultimi mesi, poi, si è fatto ricorso ad una digitalizzazione dei processi interni, sebbene una banca su quattro registri ancora ritardi nell’introduzione di tali iniziative. Le banche hanno altresì risposto alle sfide perseguendo piani di riassetto strategico o di ristrutturazione più ampi, nonché operazioni di consolidamento in ambito nazionale. Le autorità di vigilanza hanno incoraggiato le banche a perseguire questi riassetti strategici e a migliorare l’efficienza e stanno monitorando attentamente l’attuazione delle azioni strategiche delle banche.

Le priorità per il 2021

Sulla scorta dell’analisi SREP e tenendo conto della situazione creata dalla pandemia, la Vigilanza bancaria della Bce ha deciso di concentrare i propri sforzi su quattro aree fondamentali, fissando come priorità di vigilanza per il 2021: il rischio di credito, la solidità patrimoniale, la sostenibilità dei modelli imprenditoriali e la governance. La Bce chiede, infatti, alla banche di fronteggiare il rischio di credito e di migliorare l’efficienza.

“Sul fronte del rischio di credito, le autorità di vigilanza si concentreranno sull’adeguatezza della misurazione e gestione di tale tipologia di rischio da parte delle banche, al fine di promuovere l’identificazione tempestiva, il monitoraggio efficiente e l’attenuazione della prociclicità – rende noto la Banca Centrale Europea - Per quanto concerne la solidità patrimoniale, la prova di stress a livello di UE coordinata dall’ABE svolgerà un ruolo di primo piano e sarà un elemento importante per la valutazione della capacità di tenuta patrimoniale delle banche, in aggiunta alla revisione prudenziale nel continuo della pianificazione patrimoniale delle banche. Per quanto attiene alla sostenibilità dei modelli imprenditoriali, i piani strategici delle banche e le misure sottostanti adottate per superare le carenze strutturali esistenti continueranno ad essere oggetto di un esame critico. Per quanto riguarda la governance interna, al centro dell’attenzione delle autorità di vigilanza resteranno l’adeguatezza dei sistemi di gestione dei rischi in situazioni di crisi, l’aggregazione dei dati di rischio, i rischi informatici e cibernetici, nonché i rischi di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo”.

A cura di: Tiziana Casciaro

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Parole chiave: bce, credito, liquidità
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