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La BCE potrebbe aumentare i tassi tre volte nel corso del 2026

La guerra in Iran ha invertito la rotta di inflazione e crescita economica in Europa. Se a inizio anno le previsioni erano ottimistiche, ora c'è preoccupazione per le possibili conseguenze dell'impennata dei prezzi energetici. Secondo gli analisti la BCE interverrà alzando i tassi, probabilmente già ad aprile.

27/03/2026
pile di monete e freccia su
Tassi BCE in aumento per contenere l'inflazione

⏰In 30 secondi:

  • BCE verso rialzo tassi: possibile aumento già da aprile
  • Previsti fino a 3 rialzi nel 2026 per frenare l’inflazione
  • Tassi depositi fino al 2,5-2,75% entro fine anno

Nelle prime due riunioni dell'anno il consiglio direttivo della BCE ha deciso di mantenere i tassi stabili. Nessun intervento, quindi, nonostante nella riunione di marzo ci fossero già dei segnali di un rialzo dei prezzi, spinti all'insù dalla crisi energetica scatenata dagli attacchi di Stati Uniti e Israele all'Iran.

Secondo i dati condivisi da Bloomberg, la fase di stabilità dei tassi BCE ha i giorni contati: la probabilità che in occasione della riunione di aprile la Banca Centrale Europea decida di rialzare i tassi è molto alta ed entro fine anno potrebbero esserci altri due rialzi, con un aumento complessivo di 75 punti base.

Rialzo dei tassi BCE già ad aprile?

La BCE da mesi ribadisce che mantiene un approccio basato sui dati e che le sue decisioni di politica monetaria sono giustificate in base all'andamento delle variabili macroeconomiche.

Anche a seguito dello scoppio della guerra in Iran, la BCE ha mantenuto l'obiettivo di avere un'inflazione al 2% a medio termine. Se i dati mostreranno un forte discostamento da questo obiettivo, la BCE interverrà per frenare le spinte inflazionistiche, attuando una stretta monetaria.

Nagel, membro del consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, ha dichiarato che nella prossima riunione in programma per il 30 aprile la BCE avrà sufficienti dati per valutare l'impatto dello shock energetico sui prezzi e per prendere adeguate contromisure.

La maggior parte degli analisti è concorde nel ritenere molto probabile un rialzo dei tassi di 25 punti base già ad aprile. Un secondo rialzo è atteso dopo l'estate e un possibile terzo aumento entro fine anno, ma tutto dipenderà dalla durata della guerra e dall'evoluzione degli scenari geopolitici ed economici. Il tasso sui depositi, attualmente al 2%, dovrebbe quindi passare al 2,5 o al 2,75% entro fine 2026.

La BCE si dice pronta a dare una risposta proporzionata agli scenari

Nei giorni scorsi Christine Lagarde ha sottolineato come la BCE sia pronta a intervenire in qualsiasi momento se la situazione dovesse richiedere una stretta monetaria.

Le opzioni sul tavolo della BCE sono diverse e la strategia che deciderà di adottare dipende dall'evoluzione dello scenario. In particolare, l'attenzione è puntata sul possibile contagio del rialzo dei prezzi energetici su altri settori dell'economia.

Al momento i macro scenari presi in considerazione sono tre:

  • Un impatto limitato dello shock energetico sull'inflazione. In questo caso la strategia della BCE sarebbe attendista ma non orientata all'azione;
  • Uno scostamento moderato del tasso di inflazione rispetto all'obiettivo del 2%, ma comunque non persistente. La risposta in questo caso sarebbe ponderata all'evoluzione degli indici e orientata a far tornare l'inflazione vicina al target;
  • Uno scostamento ampio e persistente rispetto all'obiettivo del 2%. Uno scenario del genere richiederebbe un intervento forte da parte della BCE, volto a frenare l'inflazione e a tenere sotto controllo l'economia europea.

Il quadro nel quale si muove la BCE è caratterizzato dall'incertezza, visto che non si hanno indicazioni precise sulla durata della guerra e sull'impatto effettivo che la crisi energetica avrà sulle economie europee. Quello che è certo, però, è che questa crisi energetica è diversa rispetto a quella del 2022 e che, almeno in questa prima fase, la salita dei prezzi dell'energia non ha innescato una rapida corsa dell'indice generale dei prezzi.

Cosa fare in attesa di conoscere le decisioni della BCE

Anche se non è possibile conoscere in anticipo le mosse della BCE, i segnali di un imminente aumento dei tassi sono molto forti. Un rialzo dei tassi BCE, con ogni probabilità, comporterà un adeguamento dei rendimenti offerti dalle banche sui conti deposito, portando a una crescita dei tassi di interesse medi.

Per chi sta pensando di investire in un conto deposito in questo periodo è consigliabile prendere in considerazione soluzioni con depositi a breve termine oppure conti liberi o svincolabili. Tutte queste opzioni permettono di rientrare in possesso del denaro nell'arco di poche settimane o pochi mesi ed eventualmente indirizzare i risparmi verso prodotti con rendimenti più elevati.

Al momento, ad esempio, i migliori conti deposito liberi offrono un rendimento lordo fino al 4% annuo, se si sceglie di depositare il denaro fino a 12 mesi. Una soluzione di questo tipo può essere conveniente per chi è alla ricerca di un prodotto flessibile e con un buon rendimento, ma è solo attraverso il confronto dei conti deposito che si può individuare quello ideale per le proprie necessità.

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A cura di: Joseph Altamore

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