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Le banche italiane puntano su sicurezza e innovazione

23/12/2020
Le banche italiane puntano su sicurezza e innovazione

Sicurezza e innovazione. Sono queste ormai le parole d’ordine delle banche che operano in Italia. Numerosi gli investimenti fatti in tali direzioni per accontentare sempre di più i clienti. Dall’ultimo studio effettuato da Abi Lab sulla sicurezza viene fuori che la maggior parte degli istituti bancari analizzati ha effettuato nel 2020 un maggior numero di investimenti per meglio proteggere i canali remoti usati dalla clientela.

I volumi di spesa per la sicurezza IT rispetto al totale del budget IT sono passati dal 7% durante il 2019 al 12% per il 2020. Il budget di sicurezza IT comprende: gli interventi per incrementare i livelli di sicurezza dei servizi (31%); gli interventi per l’evoluzione del servizio offerto alla clientela, anche in ottica di business (30%) e gli interventi per l’adeguamento alle normative di sicurezza (39%).

Internet e Mobile banking

Le banche italiane stanno dando ormai da tempo importanza al mondo di internet e ai servizi del Mobile banking per soddisfare le esigenze di una clientela sempre più variegata. A confermarlo sono le previsioni di spesa formulate per il 2020: l’87% delle banche rispondenti, secondo lo studio di Abi, ha indicato un aumento o un forte aumento degli investimenti sul Mobile. Successo per l’internet banking che vede il 65% delle banche incrementare lo sforzo economico.

Sotto la lente ci sono i canali digitali e più precisamente la cybersecurity, l’efficientamento dei sistemi e la specializzazione del personale. Questa la fotografia scattata nel Rapporto annuale realizzato da ABI Lab, il Consorzio per la Ricerca e l’Innovazione per la banca promosso dall’ABI, che fa un bilancio sullo sviluppo e sulle potenzialità del Digital Banking.

L’indagine rivela che le banche si stanno dedicando principalmente allo sviluppo dei canali digitali e in particolare nel 2020 si sono rivolte verso le interfacce di programmazione delle applicazioni aperte (open API). Risulta che le applicazioni aperte siano state indicate dall’81% delle banche intervistate per il Mobile Banking e il 76% per l’Internet Banking. Attenzione pure all’estensione delle funzionalità connesse ai pagamenti e al potenziamento delle modalità per la sottoscrizione di documenti.

L’Associazione Bancaria Italiana aggiunge, inoltre, che la collaborazione con le Fintech per lo sviluppo dell’offerta sui canali digitali è già una realtà per oltre la metà delle banche rispondenti e a breve lo sarà per circa 3/4 delle banche. Tanti i vantaggi finora ottenuti grazie alle interazioni con le Fintech; tra questi si contano la maggiore velocità di sviluppo della trasformazione digitale e la possibilità di acquisire competenze digitali in maniera semplice e immediata.

Dall’indagine dell’Abi risulta, infine, che per gli istituti bancari l’opinione del cliente è sempre più importante, tanto che l’87% delle banche dichiara di aver adattato le modalità di offerta in relazione ai feedback ricevuti dalla propria clientela e il 91% ritiene che tali azioni abbiano condotto la banca ad apportare miglioramenti dei servizi offerti, specialmente in termini di esperienza d’uso degli utenti (user experience) e processo.

I consigli

L’Associazione Bancaria Italiana, oltre a semplici consigli, raccomanda sempre gli utenti dell’home banking di modificare periodicamente i codici di accesso alla propria area riservata, a non utilizzare computer condivisi per concludere transazioni online o, ancora, l’accortezza di non conservare mai il Pin assieme alle proprie carte di pagamento.

Inoltre tanti sono i consigli tecnici per scongiurare possibili frodi, come quello di cliccare, una volta connessi al sito della propria banca, sull’icona a forma di lucchetto nella barra di navigazione per avere conferma sull’attendibilità del sito Web. Gli utenti di servizi bancari via smartphone sono tra l’altro invitati ad utilizzare solo applicazioni ufficiali, mantenere sempre aggiornati antivirus e sistema operativo e attivare la crittografia del telefono e della scheda di memoria.

A cura di: Tiziana Casciaro

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