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Stop alle lungaggini, arriva il Cashback fiscale

05/05/2022
calcolatrice e penna poggiate su alcuni fogli

Secondo la proposta al vaglio della Commissione Finanze della Camera, che punta a velocizzare i tempi, le detrazioni fiscali diventeranno rimborsi diretti, alleggerendo al contempo la burocrazia. Il Cashback fiscale, tra gli emendamenti alla legge delega sulla riforma fiscale, potrebbe far sì che i contribuenti ricevano la parte detraibile delle spese sostenute tramite un rimborso diretto sul conto corrente bancario. In questo modo non bisognerà più aspettare la dichiarazione dei redditi per detrarre i costi affrontati nel corso dell’anno precedente.

Si pensi, ad esempio, alle detrazioni del 19% sulle spese sanitarie, ma anche a tutte le altre spese deducibili previste dal nostro sistema fiscale. "Il meccanismo da noi proposto comporta diversi benefici: fa incassare prima le detrazioni, senza aspettare i tempi più lunghi della dichiarazione dei redditi; contribuisce alla digitalizzazione dei rapporti tra contribuenti e Pubblica amministrazione, anche tramite l’utilizzo di apposite App; aiuta a contrastare l’evasione fiscale, spingendo i contribuenti a effettuare pagamenti tracciabili; permette di rimborsare anche gli incapienti; in prospettiva consente di razionalizzare il sistema troppo complesso delle detrazioni fiscali”, fa sapere il Movimento Cinque Stelle a sostegno della misura.

Come funziona

I rimborsi, nel caso in cui la misura venisse approvata, verrebbero erogati direttamente mediante piattaforme telematiche diffuse. Il contribuente - secondo alcune indiscrezioni - verrebbe avvisato dall’App Io, usata ormai in Italia già per altri servizi pubblici.

Ma come funziona il Cashback fiscale? Se si decide di aderire alla nuova misura, al momento della spesa, il contribuente dovrà comunicare al venditore di voler beneficiare del cashback in modo tale che tale volontà venga poi inserita sullo scontrino telematico o sulla fattura elettronica. Toccherà poi al venditore far sapere all’Anagrafe tributaria che il cliente aderirà a tale servizio. Il rimborso sarà immediato e notificato tramite app Io, su cui il contribuente è regolarmente registrato e ha fornito l’Iban. Il cashback fiscale non è comunque uno strumento obbligatorio. Si potrà continuare a detrarre le spese affrontate nel corso dell’anno precedente mediante la dichiarazione dei redditi come fatto finora.

Il via libera potrebbe arrivare entro giugno con l’approvazione in Senato. In tal caso il cashback fiscale prenderebbe il via dal 2023. Lo strumento prevede – si legge nella proposta - che i rimborsi avvengano "senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica" e che, nel riordino delle detrazioni, "le risorse derivanti dalla loro eventuale eliminazione o rimodulazione siano destinate ai contribuenti Irpef con particolare riferimento a quelli con redditi medio-bassi".


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Si volta pagina

Con il Cashbask fiscale si prova a voltare pagina e a ottenere in modo più semplice e veloce quanto ci spetta. A partire dal 2023 molto probabilmente non sarà più il caso di "armarci" di calcolatrici e recuperare documenti e scontrini da portare al commercialista.

Il servizio richiama alla memoria il noto Cashback, introdotto dal Governo nel 2021 per consentire ai contribuenti di ottenere un rimborso del 10% sull’importo degli acquisti effettuati con carte di credito, carte di debito e prepagate, bancomat e app di pagamento in negozi, bar e ristoranti, supermercati e grande distribuzione o per artigiani e professionisti.

Sospeso a partire dal secondo semestre dello scorso anno nonostante le adesioni, il Cashback si rivolgeva a tutti coloro che erano maggiorenni e residenti in Italia. In famiglia i rimborsi potevano anche essere cumulati. Erano, infatti, validi tutti gli acquisti in negozi, bar e ristoranti, supermercati e grande distribuzione o per artigiani e professionisti effettuati tramite un dispositivo fisico di accettazione, come il pos.

I rimborsi del programma Cashback venivano effettuati direttamente con un bonifico sull’Iban indicato dal contribuente al momento della registrazione. Stessa modalità verrebbe adottata a partire dal prossimo anno se il cashback fiscale ottenesse il via libera.


A cura di: Tiziana Casciaro

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