Cash e conti correnti: pochi, maledetti e subito | ConfrontaConti.it
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Per conoscere la nostra policy o negare il consenso al loro utilizzo clicca qui. Continuando la navigazione o chiudendo il banner ne autorizzi l'uso.
Logo
Altri marchi del Gruppo
CONTI DEPOSITO CONTI CORRENTI FONDI E SICAV FONDI PENSIONE OFFERTE E NOVITÀ GUIDE E STRUMENTI
feed rss confrontaconti

Cash e conti correnti: pochi, maledetti e subito

24/09/2014

Cash e conti correnti: pochi, maledetti e subito

Gli italiani temono la povertà  e si tengono stretti i loro risparmi. Secondo la nona edizione del “Diario della transizione” del Censis, il Centro Studi Investimenti Sociali, il 33% degli italiani, temendo un futuro incerto, ha aumentato la propensione al risparmio. Niente investimenti sul lungo periodo, con un boom di conti correnti e depositi bancari. Anche a discapito del mattone.

L’analisi del Censis evidenzia che l’ammontare di liquidità e depositi bancari è aumentato di 234 miliardi di euro negli ultimi sette anni: dai 975 miliardi di euro del 2007 a ben 1.209 miliardi nel marzo 2014 (+ 9,2%). Oggi il 30% delle attivita' finanziarie delle famiglie è rappresentato da depositi: un modo per tamponare i rischi che si prospettano con la crisi.

In aumento anche le polizze vita, che vengono considerate nuovamente, dopo un periodo di calo, un "salvadanaio" per molti italiani: la raccolta premi è passata da 63,4 miliardi di euro nel 2007 a 86,8 miliardi nel 2013 (+21,3%). A fronte di una rinnovata propensione al risparmio, i consumi sono praticamente azzerati (-7,6% dal 2007 a oggi). In calo anche gli investimenti immobiliari (dalle 807mila compravendite del 2007 alle 403mila del 2013).

L’inversione di tendenza nella creazione dei risparmi è recente. Si stima che solo dal secondo trimestre del 2012 sia ripreso un trend crescente: pur a fronte di una riduzione del reddito disponibile e una caduta del potere d’acquisto dovuto alla bassa inflazione, nei salvadanai degli italiani sono finiti 26 miliardi di euro (+ 26,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).

E’ anche la crisi di fiducia che spinge a mettere da parte: solo il 30% degli italiani si sente tutelato dal sistema di welfare, in netta contrapposizione con Spagna (dove la percentuale sale al 58%), Regno Unito (61%), Germania (73%) e Francia (74%).

Le paure degli italiani sono la perdita del lavoro, le spese impreviste e le spese mediche: il 44% risparmia per far fronte ai rischi sociali, di salute o di lavoro, il 36% per sentirsi sicuro, il 28% per assicurarsi una vecchiaia serena.

Ancora debole lo slancio verso gli investimenti di medio/lungo periodo o l'immissione nel circuito virtuoso dei consumi, anche se il risparmio gestito sta tornando progressivamente in auge. Dal secondo trimestre 2012 i fondi comuni hanno dato segnali di ripresa: +82 miliardi di euro al marzo 2014, con una crescita in termini reali del 31%. Le azioni sono ripartite un anno dopo, dal secondo trimestre del 2013: +140 miliardi di euro al marzo 2014, con una crescita del 17% in termini reali. 

A cura di: Alessia De Falco

Confronta i conti e risparmia

Trova subito il conto migliore per te   >>
Come valuti questa notizia?
Valutazione: 0/5
(basata su 0 voti)
Segnala via email Stampa
RICERCA CONTO DEPOSITO
Importo depositato (Euro)
Durata del deposito (Mesi)
Vincolo
Ricerca filiale
RICERCA CONTO CORRENTE
Saldo Medio (Euro)
Intensità di utilizzo
Canale di utilizzo
Accredito Stipendio
Anno di nascita